L'Austria passa ai fatti: ecco il muro del Brennero

Al via i lavori per una barriera anti-immigrati di 250 metri al confine con l'Italia Pronti controlli accurati su tutti i mezzi in transito: rischio di code chilometriche

Lodovica Bulian

Si materializza così, in una struttura di «limitazione» al traffico allestita dalla polizia del Tirolo al confine con l'Italia in un mite lunedì di primavera, lo spettro del grande ingorgo del Nord. Non sono bastati gli avvertimenti di mezza Europa sul danno economico di un'eventuale chiusura del Brennero per l'interscambio tra Paesi membri. Né le sassate dei manifestanti dei centri sociali contro la polizia, o i richiami di Bruxelles alla salvaguardia della libera circolazione che questo collegamento a 1.400 metri di altezza tra Italia e Austria simboleggia.

Dopo le parole e le promesse, il governo di Vienna è passato ai fatti e ha avviato i lavori di costruzione di una barriera che dovrà limitare l'accesso all'ondata di migranti economici nordafricani prevista per i prossimi mesi. Tradotto, i controlli a campione che già vengono effettuati sui tir per individuare i profughi che nascosti tra i container tentano illegalmente di attraversare il confine, presto saranno sistematici e capillari. Verifiche veicolo per veicolo potranno iniziare già da maggio, se non già nelle prossime settimane: l'avvio è a discrezione del governo austriaco, ma l'allestimento delle strutture è l'evidente premessa che lo scenario sia ormai imminente. La barriera, ha riferito il capo della polizia tirolese Helmut Tomac all'agenzia Apa, avrà una lunghezza di 250 metri, i controlli saranno su autostrada e strade statali. Per fare spazio al «muro» sono già stati smontati i guardrail, la segnaletica stradale sarà modificata per convogliare il traffico leggero e pesante in un parcheggio a nord del varco. Qui saranno effettuate le verifiche su auto e camion. Verrà anche allestito un centro di registrazione. Gli autotrasportatori che già in queste settimane venivano fatti uscire dall'autostrada A22 verso un posteggio, saranno fermati per le verifiche. Che seppur rapide, moltiplicato per gli oltre tremila veicoli l'ora che transitano lungo il varco del Brennero, sono destinate a provocare code chilometriche. Esulta Salvini: «Altro che il buonista Mattarella. Fa bene l'Austria», ha detto il segretario del Caorrccio. Anche se il presidente austriaco Heinz Fischer assicura una sorta di «management» dei controlli per assicurare il minor impatto possibile sul transito di persone e merci, i timori dell'effetto paralisi che tale procedura può innescare sugli affari commerciali hanno superato il livello di guardia. Le rassicurazioni del ministro dell'Interno Johanna Mikl-Leitner al collega di Roma Angelino Alfano, sono rimaste appese alla stretta di mano di qualche giorno fa in un vertice al Viminale. Fuori, alla vigilia delle elezioni presidenziali del 24 aprile, l'Austria rialza la frontiera, segno di quanto il tema dell'immigrazione incontrollata sia in cima alle preoccupazioni politiche di Vienna - nel 2015 ha ricevuto 85mila richieste di asilo - e del suo tentativo di contrastare l'avanzata dei partiti nazionalisti. Ma anche del fallimento di una strategia comunitaria di fronte a un'emergenza che finora ha incassato solo l'accordo con la Turchia caro alla Germania, ma ha congelato la revisione delle regole del Trattato di Dublino. Quelle che ora, imponendo al primo paese di approdo dei migranti l'onere dell'accoglienza, con la rotta balcanica chiusa e l'estate alle porte, rischia di trasformare l'Italia in un collo di bottiglia.