Lavoro, graffi al governo da Confindustria e Cisl

nostro inviato a Rimini

«Bisogna pensare alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni». Quasi all'unisono Vincenzo Boccia (Confindustria) e Annamaria Furlan (Cisl) sferzano il governo e lo invitano a pensare alla questione lavoro e ad affrontare senza infingimenti il rischio spread.

«Non si può parlare solo di pensioni e migranti» attacca il presidente di Confindustria. «Parliamo di giovani, lavoro, produttività, pensioni e migranti, così riequilibriamo un po'». «Se aumenta lo spread e non ti interessa - aggiunge Boccia intervenendo al Meeting di Rimini - perché il popolo è con te è pericoloso, perché lo spread incide sui mutui delle famiglie: a noi interessa». Il presidente di Confindustria, per favorire l'occupazione giovanile, suggerisce «una flat tax di detassazione e decontribuzione totale per i primi 2-3 anni». Anche Annamaria Furlan chiede al governo di mettere al centro il lavoro: «La decrescita felice per me è solo infelice, perché crea poca occupazione». Sia Boccia che Furlan chiedono che si apra un tavolo con il governo sui temi del lavoro. «Spero davvero che finalmente il presidente Conte, che non abbiamo mai incontrato come parti sociali, inizi a volere un confronto costruttivo», dice Furlan. «Condividiamo le parole della segretaria Furlan - replica Boccia - Finora è mancato il governo, non c'è stata interlocuzione. Speriamo nel confronto per la legge di bilancio». Entrambi infine ribadiscono le critiche al decreto Dignità: «Giusti obiettivi si sono tradotti in strumenti inadeguati» dice Boccia. «Aumenta solo il costo del lavoro per i contratti a tempo determinato».

FdF