Lavoro a rischio, suicida nella stamperia

Tipografo impiccato nel centro del Gruppo l'Espresso di cui era stata decisa la chiusura

Andrea Cuomo

Si è ucciso impiccandosi sul luogo del lavoro che temeva di perdere, vicino alle rotative tanto amate. Un caporeparto del centro stampa Gedi di Savogna, in provincia di Gorizia, dove vedono la luce le principali edizioni locali dei quotidiani, è stato trovato morto in un ufficio dello stabilimento di cui pochi giorni fa era stata annunciata la prossima chiusura e il trasferimento dell'attività in provincia di Padova. L'uomo, di 49 anni, originario della zona dell'Isonzo, lascia la moglie e un figlio di 11 anni. Prima di uccidersi avrebbe scritto un biglietto alla famiglia per spiegare il suo gesto e per scusarsi, come se ci si potesse scusare per un gesto del genere.

Il cadavere è stato scoperto dai colleghi del poligrafico attorno alle 3 di notte tra venerdì e ieri, orario di piena lavorazione dei quotidiani. La stampa dei giornali è stata fermata e la distribuzione nell'intera regione Friuli-Venezia Giulia ne è uscita ieri pesantemente rallentata. Sul posto sono subito arrivati i carabinieri per i rilievi di legge, dai quali però non ci attendono sorprese. I militari hanno comunque escluso il coinvolgimento di terzi nella vicenda.

Ieri i giornalisti e i poligrafici che vengono stampati nel centro stampa, il Messaggero Veneto di Udine e il Piccolo di Trieste, hanno indetto una giornata di sciopero e oggi non usciranno. «Questo è il momento del dolore e del silenzio - afferma una nota di cordoglio congiunto delle sezioni regionali della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e di Assostampa - e bene hanno fatto le assemblee dei lavoratori e dei giornalisti dei due quotidiani a proclamare immediatamente e semplicemente lo sciopero. Ma non possiamo non ricordare che il tragico gesto giunge all'indomani dell'annuncio del gruppo Gedi di trasferire la stampa dei due giornali e le maestranze nella tipografia di Padova».

Lo stabilimento di Savogna è da anni al centro di una vicenda molto travagliata. «Il centro stampa di Gorizia - ricorda il segretario regionale del Pd Salvatore Spitaleri - è sorto ex novo a seguito di un accordo tra l'Editoriale Friuli-Venezia Giulia del Gruppo L'Espresso e il Consorzio di sviluppo industriale e artigianale di Gorizia (Csia), con lo scopo di mantenere sul territorio le attività industriali della stessa Editoriale Fvg». A tal fine era stata anche modificata una destinazione di risorse già assegnate. Tutto per salvare un'attività che rischia comunque di andare altrove. «C'è un enorme ed epocale problema - riflette Spitaleri - che tocca il settore dell'informazione in tutti i suoi rami, dalla centralizzazione sempre più accentuata di redazioni e tecnologie, all'impiego sul territorio di personale a bassissimo costo, alla stampa e alla distribuzione. Non sfugga a nessuno che l'informazione è il pane della democrazia».

Sulla triste vicenda è intervenuta anche l'assessora regionale al Lavoro Alessia Rosolen: «Siamo vicini alla famiglia e solidali ai colleghi della persona defunta. Saremo al fianco loro e di tutti i lavoratori nei momenti difficili delle vertenze lavorative. La nostra solidarietà è rivolta anche allo sciopero delle testate giornalistiche, le quali si sono fermate davanti ad un gesto che ci costringe tutti a riflettere ancora sulle certezze e solidità che solo il lavoro dà all'uomo».

Commenti

rise

Dom, 17/06/2018 - 10:32

Prima di tutto le condoglianze alla famiglia del caporeparto travolto dalla tragedia. FUORI LUOGO il commento dell' esponente politico che non comprende il cambiamento di costumi dei lettori, che ormai si avvalgono della comunicazione via web. Ne risentono giornalai, stamperie, librai, persino gli uffici postali, che chiudono ormai con cadenza impressionante. Il cartaceo è destinato a scomparire.

killkoms

Dom, 17/06/2018 - 11:45

l'espresso?quello della copertina di "uomini e no"?