Ma l'azienda si vanta: noi i più trasparenti

Campo Dall'Orto e Maggioni: «È un'opportunità più che un obbligo»

Roma Siamo «la prima grande azienda italiana completamente trasparente», spiega la presidente della Rai Monica Maggioni, aprendo con il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto l'insolita conferenza stampa domenicale per annunciare lo sbarco sul web del «piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale» previsto dalla legge di riforma, e che solo oggi verrà illustrato al Cda. Da oggi, insomma, il servizio pubblico prova a vestirsi di vetro, e sul sito della Rai verranno pubblicati dati, informazioni e documenti dell'azienda di viale Mazzini.

«È il D-day della Rai», titola ottimista Campo Dall'Orto che associa la trasparenza all'innovazione e che, anche se a imporre la pubblicazione dei dati è stata la legge, ripete più volte che «è più un'opportunità che un obbligo», e rappresenta «una grande opportunità come espressione del lavoro che si sta facendo». Tanto che presto potrebbero andare online anche altri dati oltre a quelli dovuti. Che sono curricula, attività del Cda, codice etico, piani di investimento. E, soprattutto, gli stipendi dei dirigenti che incassano più di 200mila euro e i compensi di collaboratori e consulenti sopra gli 80mila euro. Fatti salvi gli artisti, i cui cachet resteranno segreti perché così ha previsto la legge di riforma, sacrificando la trasparenza con la scusa di non passare informazioni sensibili alla concorrenza.

Le busta paga incuriosiscono, ma la presidente assicura che al di là dell'«interesse concentrato» sui soldi, tra i dati di mamma Rai ci sono chicche più interessanti, come appunto i dati sugli investimenti sul settore audiovisivo o i resoconti delle riunioni del consiglio di amministrazione. Però sono gli stipendi, anche se scesi in media del 5,5 per cento dal 2012, che rischiano di scatenare le polemiche e catalizzare gli occhi degli italiani, costretti a pagare il canone Rai in bolletta per onorare gli stipendi anche a dirigenti e giornalisti tenuti inattivi, «a disposizione». Più che trasparenti, invisibili. Un «tema che emergerà», e che si tenterà di risolvere, assicura il dg Campo Dall'Orto. Che, come la Maggioni, rimarca che il piano trasparenza va oltre, è un'operazione che porta la Rai all'avanguardia, emulando il «modello» Bbc, e accende le luci sulle professionalità dell'azienda: «Accedere ai curricula di chi lavora qui - spiega la presidente - vuol dire avere elementi seri per valutare chi hai di fronte, e anche questo accade per la prima volta».

MMO

Commenti

il veniero

Lun, 25/07/2016 - 13:51

paga contribuente suddito italiota PAGA E TACI che altri godono del tuo sudore . ( e godono da decenni ...)