L'ecatombe che macchia di sangue una generazione

Sono tre milioni i ragazzi italiani che hanno studiato all'estero. Questo l'incidente più grave

Il sogno della generazione Erasmus spezzato dalle lamiere di un auto, in Spagna. È un destino beffardo quello di morire all'estero alla ricerca di un'opportunità. Un'idea su cui in tempo di crisi sempre più cervelli in fuga dall'Italia stanno investendo. Il progetto European region action scheme for the mobility of university students nato nel 1987 ha permesso a tre milioni di italiani di completare gli studi universitari all'estero garantendo a chi vuole di sfruttare l'opportunità di studiare, formarsi, insegnare o fare opera di volontariato in un Paese europeo. L'incidente in cui hanno perso la vita sette nostri connazionali è il peggiore di cui si abbia notizia. Il ricordo corre all'incidente nella zona di Saragozza del 26 giugno 2008 quando morirono tre studenti di Rovere' di Verona Elisabetta Guglielmini, di 22 anni e un esame dalla laurea in Scienza della comunicazione, il fratello Nicolò di 17, e una loro amica, Sara Ravelli di 16 anni. Questi ultimi due erano in Spagna per una breve vacanza su invito di Elisabetta, che dallo scorso settembre si trovava a Saragozza con un progetto Erasmus. L'auto su cui viaggiavano i tre italiani ha invaso l'altra corsia e si è scontrata frontalmente con un camion con targa polacca. Negli ultimi 30 anni la generazione Erasmus ha pagato un prezzo altissimo. E quasi sempre le vittime sono donne che inseguono il sogno di un'Europa diversa.La prima di cui si abbia notizia a è la studentessa Romina Calcinari, la 22 urbinate trovata morta per un ictus a Gallway, in Irlanda. Era il 1996. Cinque anni dopo due studentesse catanesi, Ilaria Favara e Lucia Anna Messina, morirono nell'incendio dell'Hotel du Palais a Parigi appiccato da un piromane e reso incontrollabile dalla mancanza di misure anti incendio adeguate. Erano in Francia nell'ambito del programma universitario Erasmus, con una borsa di sei mesi all'Università di Arras, tra Parigi e Lilla.Nel 2004 il 23enne leccese Daniele Caiaffa venne ucciso a coltellate a Clujnapoca, nella regione della Transilvania in Romania. La sua colpa? Aver difeso due amiche che erano con lui. Tre anni dopo a Liegi, in Belgio, a morire sono Sofia Fanfani, studentessa dell'Università di Siena residente a San Casciano in val di Pesa (Firenze) e il suo fidanzato siciliano, che in Belgio faceva l'operaio, sono stati avvelenati da esalazioni di monossido di carbonio uscite dallo scaldabagno della loro abitazione. L'ultima studentessa Erasmus morta all'estero era la 20enne napoletana Tullia Ciotola, morta in Romania per le ustioni riportate dopo l'incendio della discoteca Colectiv di Bucarest assieme ad altre 38 giovanissime vittime. La Ciotola era iscritta all'Orientale di Napoli in Scienze politiche e relazioni internazionali.