L'eleganza è sopra le righe La donna si veste di geometrie

Spicchi di stoffa, sfere di pelliccia e accessori scultorei: è il nuovo linguaggio di Ferragamo, Marni e Msgm

Daniela FediLucia SerlengaTesto testL'eleganza a tutto tondo e sopra le righe, dentro alle sfere oppure in verticale: la quadratura del cerchio di una nuova visione femminile. È la magia di Ferragamo, Marni e MSGM, le collezioni a geometria variabile in passerella ieri a Milano. Massimiliano Giornetti, è partito dai modelli creati da Salvatore Ferragamo negli anni Venti e Trenta per arrivare al lavoro di due artisti di quel periodo: Oskar Schlemmer (l'inventore del teatro nel Bauhaus) e Hanna Höch (la dadaista celebre per i suoi collage). Da qui l'invenzione di un nuovo linguaggio dell'abito: a spicchi di stoffa con sfere di pelliccia che fan da bottoni, a nastri ripiegati per disegnare frange binarie oppure a blocchi di colore che verticalizzano la silhouette. «Non sono mai alla ricerca di un'ispirazione, ma di un'emozione» racconta lo stilista poco prima di far sfilare una donna che trasmette gioia creativa a ogni passo. Le modelle sfilano su una passerella a grandi righe coloratissime con deliziose scarpe dadaiste: tacco oppure punta di pelliccia e classico taglio a T sulla tomaia. In alternativa ci sono spettacolari stivali composti con 180 pezzi di pelle tagliati e rimixati con la tipica cucitura a zig zag della maison. Il gioco del patchwork si ritrova anche nei capi con lunghe cerniere che ne moltiplicano la geometria oppure con divertenti inseguimenti di coste sulla maglieria. «Romanticismo moderno con un tocco sportswear» dice Consuelo Castiglioni poco prima di far sfilare una collezione Marni esageratamente bella nell'assoluto nitore delle forme ingigantite ad arte. Tutto è pulito e lineare a cominciare dai classici pantaloni da sci con tanto di staffa, ma sopra abiti e camicie hanno incredibili maniche rinascimentali che si possono staccare grazie a un ingegnoso sistema di fiocchi oppure grandi bottoni. C'è sempre un'idea di rotondità nelle sublimi cappe di stoffa o pelliccia, negli spacchi delle gonne e nelle gigantesche paillette che decorano i modelli da sera. Geometrico e scultoreo s'inseguono perfino negli accessori: scarpe, borse, fantastici orecchini per non parlare degli occhiali presentati ieri sera con una piece teatrale ispirata dai balletti di Oskar Schlemmer. La sfilata di MSGM è una festa per gli occhi e per il cuore chiamata Interludio dal designer Massimo Giornetti che ha espressamente richiesto di non postare le immagini sui social e di guardare i vestiti con gli occhi, non attraverso l'obiettivo dello smartphone. Dire che ha ragione è poco, ma certo i modelli sono quanto di più fotogenico si possa immaginare. Ci sono strepitosi cappotti e piumini oversize con giganteschi pois, un magnifico montone a righe biscotto e mandarino, enormi pullover con ricami tridimensionali di rose sfatte. Gran bel lavoro anche da Stella Jean che saggiamente abbandona gonne a palloncino e forme couture a favore di una beata normalità resa comunque molto speciale da un'incredibile allegoria di fantasie etniche. Stavolta accanto ai disegni geometrici che le donne Ndebele dipingono sulle loro case compaiono le classiche stampe dei tessuti Wax e le imponenti figure dei due carabinieri che arrestano Pinocchio ricamate o stilizzate nel tessuto. Mezza haitiana e mezza torinese, la designer traduce in moda il suo stesso metissage. Interessante l'uso di una nuova tecnica che permette di utilizzare materiali di scarto industriale al posto di lana o pelliccia, da copiare l'idea dei sacchetti di plastica infilati come galosce per proteggere le preziose ciabattine-gioiello. A suo modo etnica anche la collezione di Laura Biagiotti dedicata al primo viaggio in Cina della «signora del cashmere» che proprio in quell'occasione conobbe il fratello dell'ultimo imperatore da cui ricevette in dono un calligramma. Da qui l'idea di trasferire sugli abiti i segni del benessere e della felicità: dragoni imperiali, tigri bianche, fiori di loto, farfalle e medaglioni che simboleggiano il cuore di Budda. Molto presente tra le forme il cosiddetto Quipao, ovvero l'abito tradizionale cinese detto anche Cheongsam. L'accessorio più indovinato sono gli occhiali a forma di gatto e i guanti lunghi in tinta con gli stivali. Fuori dal coro ma deliziosa la collezione Trussardi è dedicata a Joline, la canzone di Dolly Parton in cui una donna chiede alla bella della contea di non portarle via l'uomo amato. Gaia Trussardi parte da qui per costruire un country mix in chiave contemporanea con bellissimi pigiami in seta principe di Galles sotto ai lunghi cappotti decorati con infilature di pelle, abiti sottoveste in velluto indossati sotto un blazer corsettato e strepitosi calzoni da cavallerizza a vita alta. Faraonico come sempre lo show di Philipp Plein prevede tre articolati in passerella oltre a un esercito di modelle/i vestiti come i super eroi: Catwoman, the Avengers e Capitan America. La colonna sonora prevede una performance dal vivo di Chris Brown: un investimento all'altezza dei decibel sparati in sala.