L'eredità di Renzi: quasi 18 milioni di poveri

Metà delle famiglie con tre figli è sull'orlo del precipizio. Gli esperti: «Bollettino di guerra»

Roma - Al supermercato ignori il reparto carni e passi alla pasta e ai prodotti in scatola in offerta? Alla fine del mese devi scegliere tra pagare il mutuo o prendere l'apparecchio per raddrizzare i denti di tuo figlio? Sei sempre in ritardo, forzato, con il pagamento delle bollette?

Non che sia una consolazione ma non sei il solo. Sono 17 milioni 469mila gli italiani «a rischio di povertà ed esclusione sociale», ovvero il 28,7 per cento della popolazione, più o meno uno su quattro. Dal 2010, ovvero in piena crisi economica, al 2015 dunque altri 2,7 milioni di cittadini si ritrovano sulla soglia dell'indigenza.

A certificare il peggioramento della condizione di milioni di famiglie sono i dati dell'Istat. Ecco la spiegazione più semplice del perché al referendum hanno vinto i No: Renzi non ha invertito la tendenza e la situazione degli italiani negli ultimi anni è ulteriormente peggiorata.

A rischiare di scivolare nella povertà sono soprattutto le famiglie numerose. Le coppie a rischio con tre figli salgono infatti al 48,3 per cento contro il 39,4 dell'anno precedente e se i figli sono minorenni si sale addirittura al 51,2. Insomma una famiglia numerosa, quasi una su due, se si trova di fronte ad una spesa improvvisa superiore agli 800 euro rischia il tracollo. E poi ci si stupisce se l'Italia è a crescita zero da anni.

«È un bollettino di guerra: da più di 10 anni la condizione di povertà delle famiglie con più di tre figli peggiora costantemente», denuncia Alfredo Caltabiano, coordinatore del Centro Studi dell'Associazione nazionale famiglie numerose sottolineando che in Italia «i figli sono considerati una scelta privata e questo ha fatto sì che siano stati ignorati anche dalle politiche di equità fiscale. Le detrazioni familiari sono infatti piccole elemosine».

Non solo. Ci sono addirittura 7,2 milioni di cittadini che non riescono a garantirsi un pasto adeguato, ovvero con carne o pesce, almeno ogni due giorni, anche se lo volessero. Lo denuncia la Coldiretti che evidenzia come l'11,8 per cento della popolazione sia in gravissime difficoltà. Ancora una volta è il Sud a dover tirare la cinghia, dove la percentuale sale al 17,4%, mentre al Centro è il 10,4 e al Nord l'8,3.

Ma se guardiamo i redditi è evidente che mentre una grande parte degli italiani è costretta ad affrontare un peggioramento delle proprie condizioni, un'altra, molto meno affollata, se la passa piuttosto bene. Infatti il 20 per cento più ricco delle famiglie italiane percepisce il 39,3 dei redditi totali mentre il 20 per cento più povero ne percepisce il 6,7.

E se in generale la percentuale di famiglie che soffrono uno stato di grave deprivazione materiale si mantiene stabile fra il 2014 e il 2015, da 11,6 a 11,5, cambiano le rinunce. Cala lievemente la quota di persone che dichiara di non poter permettersi una settimana di vacanza che passa dal 49,5 al 47,3 ma cresce quella che si trova in arretrato con i pagamenti, da 14,3 a 14,9%.