L'esperto di fiducia può fruttare il 9% in più

La ricetta di Donald Trump si snoderà in un contesto internazionale complesso, sia dal punto di vista economico che politico e geopolitico ed è facile prevedere nuove fasi di turbolenza sui mercati. La decisione di affidarsi ad un consulente finanziario di fiducia rappresenta una valida opzione: le grandi reti di consulenti (come, per fare alcuni esempio, Banca Mediolanum, Banca Generali, Fideuram e Fineco) garantiscono la disponibilità continua di un consulente a cui rivolgersi. Si tratta di un servizio che, oltre a combinare opportunamente in un unico portafoglio gli Etf e i fondi capaci di sfruttare le opportunità della ricetta Trump, sfrutta proprio l' instabilità dei mercati per massimizzare i ritorni. Per comprendere quanto la consulenza possa fare la differenza ipotizziamo un portafoglio 50% obbligazionario euro, 30% azionario globale, e 20% liquidità a inizio del 2016. Se il 12 febbraio 2016, nel culmine della turbolenza dei mercati finanziari dell'inizio dello scorso anno, presi dal panico, avessimo venduto tutti i fondi azionari globali (perdendo il 14,3%) per posizionarsi all'80% in obbligazionario euro, il rendimento complessivo del portafoglio sarebbe stato negativo del -3,79%: se, tramite le rassicurazioni del consulente si fosse mantenuto il portafoglio iniziale senza alcun movimento si sarebbe invece ricavato un guadagno del +3,5% mentre se il consulente avesse consigliato di approfittare della correzione per incrementare del 20% la quota in fondi azionari globali, i rendimento del portafoglio sarebbe ammontato al +9,2 per cento.