La lettera di Elon Musk: «Le Tesla in fiamme? Colpa di un sabotatore»

Il Ceo della società californiana scrive ai dipendenti: «Qualcuno ci vuole morti»

Un complotto interno per danneggiare Tesla, l'ambiziosa azienda americana produttrice di auto elettriche. È la denuncia fatta da Elon Musk, l'iconico numero uno di Tesla, che ha diffuso una mail all'interno della società - che è stata in seguito ottenuta dall'emittente statunitense Cnbc - per accusare un dipendente di «sabotaggio», oltre che di «furto di informazioni ultrasensibili» che sarebbero state trasmesse a «terze parti sconosciute». Musk sostiene che siano numerosi e potenti i soggetti che scommettono sul tracollo della sua creatura: nella sua missiva ricorda che dei finanzieri hanno speculato sul collasso di Tesla, ma che finora hanno perso cifre colossali («miliardi di dollari», afferma il Ceo) perché questo non si è verificato, senza dimenticare petrolieri e produttori di auto alimentate con combustibili fossili. Secondo Musk, che ha annunciato l'apertura di un'inchiesta nell'azienda, il sabotatore interno avrebbe agito perché deluso da una mancata promozione: lo sconosciuto impiegato «sta conducendo un estensivo e dannoso sabotaggio», cambiando tra l'altro alcuni codici del sistema operativo che gestisce i computer di Tesla. Lunedì era stata diffusa da Musk un'altra mail diretta ai dipendenti, nella quale si allude a un possibile sabotaggio anche per l'incendio verificatosi domenica nello stabilimento Tesla di Fremont in California. Musk raccomanda estrema vigilanza nei prossimi giorni. Tesla si sta preparando per produrre cinquemila nuove «Model 3» (una berlina elettrica pensata per il mercato di massa) ogni settimana entro la fine del trimestre.