L'Europa alza i muri ma tiene dentro la Gran Bretagna

Sull'alt ai profughi è scontro: la Germania minaccia «conseguenze», Renzi vuol tagliare i fondi a chi non accoglie. In serata l'accordo che scongiura la Brexit

Tutti contro tutti in Europa sull'emergenza profughi; o forse meglio tanti contro la Germania della Merkel, l'unica leader a credere ancora a una linea di accoglienza. Ma ieri, in serata, anche il colpo di scena che ha scongiurato l'ipotesi di uscita di Londra dall'Unione, ovvero la Brexit: «Accordo fatto tra la Gran Bretagna e l'Ue, il teatro è finito». Così su Twitter la presidente della Lituania Dalia Grybauskaite, mentre era in corso la cena dei leader davanti al testo di compromesso finale.Ma partiamo dall'inizio. A mettersi di traverso alla Cancelliera sono soprattutto gli Stati membri di nuova accoglienza, più propensi ad alzare barriere che ad accettare una quota di rifugiati. Piano che a Berlino non piacciono per nulla visto che la Cancelliera contava di ridistribuire il carico umano fra gli Stati membri. La perdita di «moral suasion» sui vicini centro-orientali fa innervosire i dirigenti tedeschi. Nel corso di un dibattito al Bundestag sulla riforma della legge sui ricongiungimenti, il ministro degli Interni tedesco Thomas de Maiziere ha apertamente messo in guardia i Paesi europei, minacciando in tal caso reazioni. «Nel caso in cui alcuni Paesi dovessero tentare di trasferire i problemi comuni unilateralmente e sulle spalle dei tedeschi lo troveremmo inaccettabile e sarebbe incassato da parte nostra alla lunga non senza conseguenze», ha detto. Che Merkel si sarebbe trovata isolata si sapeva: un segnale forte contro la sua politica era arrivato dalla riunione a Praga del gruppo di Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) che ha suggerito la costruzione di una barriera in Macedonia e Bulgaria per impedire ai profughi presenti in Grecia di passare più a Nord. Piano che la cancelliera vede come il fumo negli occhi perché rappresenterebbe la cacciata di Atene dal sistema Schengen e probabilmente poi dall'eurozona a dispetto degli sforzi del governo di Große Koalition per impedire il ritorno della dracma, come avrebbe invece voluto la destra tedesca. Fra i pochi a credere invece nella necessità di redistribuire i profughi cè l'Italia: Renzi ha proposto di «tagliare i fondi a chi si rifiuta di accogliere quote di migranti». Un atteggiamento che è stato bollato dai Paesi dell'Est come «ricattatorio». Già, perché in Europa prevale il «rompete le righe». Lo prova anche la decisione del governo austriaco, appoggiato come quello tedesco da una grossa coalizione, di stabilire un tetto giornaliero al numero delle domande di asilo che il governo prenderà in considerazione: 80 e non di più. Ad altri 3.200 rifugiati sarà invece permesso di proseguire ogni giorno verso nord, verso la Germania appunto. A nulla sono valsi gli avvisi dell'Ue che la decisione è incompatibile sia con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo sia con la Convenzione di Ginevra. Queste organizzazioni «hanno i loro consulenti legali, noi abbiamo i nostri», ha replicato la ministra austriaca degli Interni, Joanna Mikl-Leitner. Che ha provocato la reazione a catena della Slovacchia: «Costruiremo una recinzione visto che la decisione austriaca porterà un'enorme pressione dei migranti».Ma dopo una giornata di scontri in serata arriva l'accordo unanime che scongiura l'uscita inglese, annunciato con un twit da Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue: la Gran Bretagna potrà attivare per 7 anni il cosiddetto «freno d'emergenza» per l'accesso al welfare. La limitazione si applicherà a tutti i lavoratori nuovi arrivati per un periodo di 7 anni e l'accesso ai benefici sarà graduale nell'arco di 4 anni.

Commenti

routier

Dom, 21/02/2016 - 10:39

Forse la mia è fanta-geo-politica, tuttavia ha i crismi della possibile/probabile verità. L'èlite del progetto N.W.O. ha tutto l'interesse a mantenere l'Europa unita (quindi compresa UK) per il semplice fatto che la sua conclamata inefficienza politico/economica la rende debole e facilmente "manipolabile" pertanto un'Europa che superi le, pur legittime, pulsioni nazionalistiche, è quanto di meglio possa accadere per la realizzazione del nefasto progetto di cui sopra. Come si usa dire: "A pensar male si fa peccato, però............"