L'Europa rafforza lo scudo anti-Cina

Ok alla relazione dell'eurodeputato Cicu (Fi) sui dazi antidumping

Il Parlamento europeo ieri ha dato il primo via libera al nuovo sistema antidumping per difendere le imprese dell'Unione dalla concorrenza sleale cinese bypassando l'ostacolo rappresentato dallo stallo sulla concessione dello status di economia di mercato a Pechino. La commissione Commercio internazionale (Inta) dell'Europarlamento ha, infatti, votato a larga maggioranza la relazione sulla nuova metodologia di calcolo dei dazi presentata da Salvatore Cicu (Ppe/Fi). I voti a favore sono stati 33 (incluso quello del leghista Matteo Salvini), 3 contrari e 2 astensioni. Il 3 luglio la proposta sarà votata dalla plenaria e successivamente sarà avviato il «trilogo» a Strasburgo con Commissione Ue e Consiglio europeo (nel quale Cicu rappresenterà il Parlamento) per arrivare al testo legislativo finale.

«Ho lavorato per includere ogni gruppo politico con l'idea di non stravolgere la proposta della Commissione, ma di migliorarla e correggerla per renderla efficace», ha spiegato Cicu sottolineando che «l'obiettivo è garantire parità di condizioni nel confronto con i Paesi esportatori». In particolare, sarà creata una griglia più articolata per verificare i casi di distorsione del mercato includendo tra i parametri il diritto societario, il diritto fallimentare, gli standard della contrattazione del lavoro. Soprattutto non si terrà conto della black list del Wto contestata dalla Cina che rivendica lo status di economia di mercato e che ha impugnato l'esclusione. Inoltre l'onere della prova sarà invertito: sarà il Paese esportatore a dover dimostrare di essere in regola. Una previsione «modellata» sul sistema statunitense. «Se la Germania vuole proseguire nel dialogo con la Cina, dovrà tener conto che Francia, Italia e Spagna intendono tutelare il proprio sistema industriale, a partire dalla produzione dell'acciaio, di ceramiche, di biciclette e di celle fotovoltaiche», conclude l'europarlamentare di Forza Italia ricordando che «il libero commercio globale va a nostro beneficio solo se tutti rispettano le regole».

«L'auspicio dell'Italia è che Consiglio e Commissione prendano coscienza della necessità di non limitare i miglioramenti apportati dal Parlamento europeo e non cerchino, nel prosieguo dell'iter di co-legislazione, di minimizzarne la portata», ha commentato il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ricordando che «la tenuta e l'efficacia del sistema antidumping sono essenziali per garantire che il commercio internazionale, oltre ad essere libero, sia anche giusto, nel rispetto di un quadro di norme comuni basato sulla reciprocità».