L'ex Beatles le canta agli euroburocrati: "Salvate la vacca Penka"

McCartney firma la petizione per il bovino che dalla Bulgaria ha sconfinato in Serbia

S i fa presto a dire, «prendi la burocrazia per le corna». Più facile che sia lei a incornarti. Soprattutto se nei paraggi pascola un bovino. E più si va su nei piani alti dei Palazzi che contano, più si rischiano effetti tragicomici.

Che ci fa, ad esempio, una mucca nell'«ascensore» della Commissione Europea? Beh, proprio nell'«ascensore» no, ma certo una vacca di nome Penka (nazionalità bulgara) sta togliendo il sonno gli euroburocrati della Ue.

Ma qual è la «colpa» di Penka? Aver pascolato - a sua insaputa - fuori dai confini del patrio alpeggio, sconfinando per pochi metri (e per poche ore) in un prato in terra serba. Giusto una ruminante e incolpevole fuitina all'«estero», cui il proprietario dell'animale ha posto subito fine, andandosi a riprendere la bestia e riportandola nella stalla natia.

Ma figuriamoci se il caso poteva chiudersi qui; la burocrazia è «bella» proprio perché riesce a dare il meglio di sé nelle cose irrilevanti.

E così il campanaccio delle leggi europee ha immediatamente cominciato a stonare in modo tanto ridicolo da sembrare una barzelletta: «In violazione delle norme sanitarie di importazione, la mucca deve essere macellata».

Insomma, una vacca distratta e perfettamente in salute rischia ora la vita perché assimilata a un «capo clandestino» privo della «idonea documentazione».

Penka ce la ritroveremo quindi a fettine per il barbecue? Speriamo di no. La Commissione Ue lascia aperto uno spiraglio: «La sorte dell'animale dipende dai test specialistici che verranno effettuati in Bulgaria. La decisione finale dell'Agenzia bulgara per la sicurezza alimentare, che segnerà pertanto il destino di Penka, è attesa nei prossimi 15 giorni».

Nel frattempo, in difesa del bovino perseguitato dalla carta bollata (o bollita?), è sceso perfino l'ex Beatles Paul MacCartney che gliele ha cantate agli euroburocrati: «Se una legge è ottusa non va applicata alla lettera. Penso che sarebbe davvero magnifico vedere che non si arrivi all'esecuzione della pena per questa mucca che non ha fatto nulla di male», ha scritto il cantante su facebook, aderendo alla petizione internazionale #salviamoPanka (già raccolte oltre 30mila firme).

Appello che però lascia indifferente quel cuore di pietra della signora Anna Kaisa Itkonen, portavoce della Commissione Europea: «La vacca è al momento in quarantena. Non sono al corrente delle decisioni che le autorità bulgare possano aver preso, perché i test non sono stati ancora completati. C'è molto poco di burocratico quando si tratta delle norme che tutelano la salute dei nostri cittadini e la sicurezza alimentare, come pure la salute animale. Ci sono regole molto chiare che normano quello che mangiamo, come viene prodotto e come i nostri animali vengono trattati».

La signora Itkonen la mette giù durissima: «Stiamo parlando di una mucca che è finita in un Paese terzo e ci sono delle regole che regolano l'importazione nell'Ue della carne destinata al consumo umano. Penka è ora tornata in Bulgaria e ora le autorità nazionali hanno il compito di verificare, tramite diversi test, che è sana, prima che possa unirsi alle sue compagne mucche nella fattoria. Qualsiasi potenziale malattia o contaminazione che

Penka potrebbe avere non può essere esclusa sul posto: la criticità è questa, perché occorre tempo affinché possano manifestarsi. La legge Ue assicura che il cibo destinato al consumo umano sia sano».

La vicenda della vacca Penka è stata ripresa in questi giorni dai media, anche perché ritenuta paradigmatica di certi «bizantinismi legulei della legislazione europea», ormai celebre per norme rigidissime sulla lunghezza delle zucchine, sullo spessore delle melanzane e via ortofrutticolando.

La storia della mucca «clandestina» è finita così su autorevoli quotidiani, grazie ai quali abbiamo scoperto che Penka viveva in una fattoria nel villaggio bulgaro di Kopilovtsi, al confine con la Serbia.

Un giorno la vacca, pascolando, ha sconfinato, ignara, ed è quindi uscita dall'Ue; un agricoltore serbo l'ha recuperata e, dopo averla fatta visitare da un veterinario, l'ha ricondotta dal legittimo proprietario, in Bulgaria, di fatto reimportandola nell'Ue.

Secondo non meglio precisati «addeti ai lavori» l'animale avrebbe dovuto essere abbattuto, per «mancanza di documenti adeguati», dai servizi veterinari bulgari, come prevedono le leggi Ue per le importazioni illegali.

Ma l'allevatore, Ivan Haralampiev, si è giustamente opposto, lanciando appelli che hanno trovato ampio ascolto.

Ultimo, commuovente, particolare: Penka è gravida.

Se non volete avere clemenza per lei, fatelo almeno per il vitellino che porta in grembo.