L'ex campione di Juve e Nazionale corre da sindaco per Fi

Pur essendo una leggenda del calcio italiano, con la Nazionale non ha mai avuto troppa fortuna. Forse per questo che quando gli anno proposto di indossare di nuovo, a quasi 70 anni, la maglia azzurra, non si è tirato indietro. Ma il calcio stavolta non c'entra. Giuseppe Furino, pilastro della Juventus del Trap a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, si presenta come candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni amministrative di Moncalieri, primo comune della città metropolitana per popolazione dopo Torino e quinto del Piemonte per numero di abitanti (58mila circa).

Furino, che con i bianconeri ha vinto 8 scudetti, all'agonismo non ha mai rinunciato ed in ogni attività della sua vita ha messo sempre in campo tutte le sue qualità. Un palermitano di origine che ha scelto la città del Proclama (dal nome del celebre Proclama di Moncalieri del Risorgimento italiano) sin dai tempi della Juve e che ha mantenuto anche dopo, nel lavoro di agente generale della prima agenzia assicurativa del Piemonte, la Sai, insieme alla moglie Irene Vercellini, combattiva consigliera comunale di Forza Italia. Tutto nasce proprio da lei (che si ricandida a fianco del marito) e dal suo impegno politico per la città. Alberto Cirio, parlamentare europeo di Forza Italia, è stato l'artefice di questa operazione: «Volevamo dare un'idea di rinnovamento alla città e trovare una persona al di fuori della politica attiva, un uomo di spessore appartenente alla società civile. Con Furino l'abbiamo trovato». Ma non è stato facilissimo. C'è voluto un duro pressing prima che Beppe accettasse di candidarsi a combattere una battaglia difficile ma non impossibile contro Paolo Montagna, che guida la coalizione di centrosinistra. Attorno al nome di Furino si è stretto tutto il centrodestra compatto (oltre a Forza Italia, la Lega, il partito Liberale e Fratelli d'Italia) ad esclusione del Nuovo centrodestra ma solo perché a Moncalieri non esiste. Un buon modello per il resto d'Italia.

La prima presentazione ufficiale di Furino stamani alle 10 nella sede di Forza Italia a Torino insieme al vice presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «La battaglia sarà difficile come tutte le battaglie del centrodestra in questo momento, ma io parto da un assunto: i moncalieresi si lamentano continuamente dell'incapacità dell'amministrazione di centrosinistra di Roberta Meo - di cui Montagna è una naturale prosecuzione - perché la loro città è spenta, in preda alla criminalità, le aziende chiudono. Non pensano al fatto che questa amministrazione è la stessa da 50 anni. Moncalieri non è mai stata governata dal centrodestra da quando esiste da Repubblica italiana. Io dico solamente una cosa ai cittadini: questa volta provino a cambiare aria in città, noi diamo loro questa opportunità, altrimenti inutile che si lamentino». E allora tutti con Furino, un nome amato anche dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Non per niente parlando ai vari allenatori del suo Milan, quando si presenta il problema di un attaccante forte da dover contrastare, usa sempre un'espressione entrata ormai nel vocabolario comune come un aggettivo: «Fatelo marcare dal nostro Furino!».