L'ex deputata si ricicla come taxista. La nuova vita della dem Bragantini

La torinese Bragantini: "Una scelta di indipendenza. Ma non lascio il Pd"

Torino - A cambiargli la vita sono stati quei 159 voti mancati, che le hanno fatto perdere il seggio da deputata. Una manciata di crocette che ha aperto all'ormai ex deputata torinese del Pd, Paola Bragantini, una nuova porta nella sua vita di donna bella ed intelligente, che a 44 anni ha incassato la sconfitta e ha dovuto trovarsi un nuovo impiego. E alla poltrona alla Camera a Roma, ha sostituito quella - forse meno comoda - di un taxi.

«Cosa c'è di strano?», chiede sbarrando i suoi occhioni chiari a chi le chiede spiegazioni. «Non faccio più politica, quindi torno a lavorare. Non c'è nulla di strano». Un lavoro particolare per qualsiasi donna, figuriamoci per una che ha mangiato pane e politica fin da ragazzina. Paola Bragantini ha trascorso i suoi ultimi dieci anni a fare comizi: cinque da presidente della circoscrizione 5 e altrettanti come parlamentare ma, il 4 marzo di quest'anno, a urne chiuse, il verdetto è stato senza appello. Del resto ha vissuto il tempo d'oro del Pd, come presidente della circoscrizione rossa di Torino, stravinta nel 2008 e nel 2011 ma poi persa rovinosamente dal Pd nel 2016. Brigantini era segretaria provinciale del partito ai tempi in cui stava stabilmente tra il 30 e il 35 per cento e questo suo allontanamento totale dal mondo della politica suscita qualche curiosità. E non poche domande, alle quali lei risponde in maniera stupita: «Per me guidare il taxi è la realizzazione di un sogno che avevo fin da bambina - racconta Bragantini -. Dopo le elezioni nelle quali sono stata sconfitta, dovevo immaginare una nuova attività, al contrario di altri miei colleghi che sono tornati nei loro uffici o nei loro studi. Ed infatti i miei genitori non si sono affatto stupiti di questa mia decisione». Una scelta che non è un ripiego, visto che l'ex deputata del Pd, ha una laurea in Scienze politiche ottenuta con il massimo dei voti, ha lavorato nelle biblioteche e in Regione Piemonte. Avrebbe quindi potuto fare altro, ma ha scelto di guidare un taxi: «È una cosa mia: sono libera, posso gestire il mio tempo e credo imparerò molte cose». Ma, rassicura la neo tassista: «Non lascerò del tutto la politica, è la mia passione ma ci voleva uno stop. Con questo lavoro non ho debiti né vincoli con nessuno che sia riconducibile al mondo della pubblica amministrazione. Mi piace molto guidare, ascoltare le persone e adoro la città di Torino. Dopo anni di militanza la conosco a menadito: all'esame di toponomastica per prendere la licenza sono andata fortissimo».

Bragantini ha iniziato a studiare subito dopo la sconfitta, ha superato due esami, uno alla Camera di Commercio e l'altro alla Motorizzazione, ed ha quindi trovato una licenza da acquistare. Ora attende solo l'arrivo della macchina - le verrà consegnata solo tra una ventina di giorni ma la cooperativa non le ha ancora comunicato il modello -, per iniziare la sua nuova vita e fin dal mese di novembre, quando si chiamerà il 5737 o il 5730, potrebbe arrivate l'ex onorevole Bragantini, a bordo non di un'auto blu ma bianca.