L'ex europarlamentare: «Sapeva di giocare in trasferta. Saremo garanti dell'ala moderata»

RomaLicia Ronzulli, uno degli ufficiali di collegamento tra il Cavaliere e il Carroccio: cosa cambia dopo Bologna?

«È partita la reunion . Abbiamo messo un primo mattone per ricostruire il centrodestra».

Quindi Berlusconi ha fatto bene ad andare in piazza Maggiore?

«Ma certo. Ha fatto chiarezza e ha detto, senza equivoci, chi siamo, dove stiamo e dove vogliamo andare».

Ce n'era bisogno?

«Altroché. Fino ad oggi non c'è sempre stata limpidezza nella linea politica. Ora sì: siamo nel centrodestra e soprattutto alternativi a Renzi».

Qualcuno, anche in Forza Italia, era scettico sull'opportunità di aderire alla manifestazione.

«A torto. Sa cosa avrebbero scritto i “giornaloni” se Berlusconi non fosse andato?».

Ce lo dica.

«Che il patto del Nazareno è resuscitato e, anzi, non era mai morto; che a morire è il centrodestra; che l'alleanza col Carroccio andrebbe messa in discussione anche laddove Fi e Lega governano assieme».

Ora invece la scelta di campo è chiara?

«Ma certo. Ancora una volta Berlusconi ha tolto le castagne dal fuoco: ha dettato la linea politica ed è tornato al centro della scena. Stare nell'umido ci aveva fatto perdere consensi. Gli elettori erano un po' disorientati. Non lo saranno più».

Qualcuno dice che la piazza di Bologna è stata fredda col Cavaliere.

«Berlusconi sapeva di giocare in trasferta. È stato coraggioso e umile. L'obiettivo non era conquistare la piazza ma dare un messaggio chiaro. E poi è normale che il tifoso faccia la “ola” solo per il suo beniamino».

Nessuna “cosa nera” come denuncia l'Ncd?

«Ma va là. È lo stesso centrodestra che ha permesso a molti di loro di fare il ministro o il governatore. Ed è il centrodestra che, a differenza di Alfano & C, continua a difendere i valori e gli ideali di sempre e non li svende per qualche poltrona».

Nessun problema neppure in Europa?

«Macché. E poi ricordo che il Ppe non aveva nulla da eccepire neppure quando Forza Italia governava con Lega secessionista e che voleva staccare un pezzo d'Italia».

Nessuna deriva estremistica, quindi?

«È il contrario: Fi sarà garante della parte più moderata dell'alleanza».