L'ex giudice e la pasionaria, dalle piazze al trionfo

Madrid e Barcellona hanno trovato finalmente un punto in comune. Tradurre la rabbia e l'indignazione di piazza in un voto. Manuela Carmena e Ada Colau sono i ragazzi, le donne e uomini che per le strade gridavano e urlavano contro il sistema, contro la politica che non da e che tutto toglie. È il trionfo di Podemos, di due donne con loro, alternative, forti, progressiste, barricaderas. Al canto di «Si se puede!» l'ex giudice Manuela Carmena, ieri è salita sul palco e ha salutato la folla in delirio. Esordiente della politica, vero e proprio simbolo dell'antifascismo spagnolo Carmena, vita in salita la sua. La gavetta l'ha fatta a partire dal suo quartiere, quello a sud dio Madrid, fatto di operai e salari da poche pesetas. All'indomani della caduta di Franco, co-fondatrice dello studio di avvocati giuslavoristi che subì un sanguinoso attentato fascista nel 1977 (strage di Atocha). La sua carriera di giudice è stata caratterizzata dalla lotta contro gli abusi della polizia.

Carmena a 71 anni il salto l'ha fatto davvero. La candidata più vecchia per il partito più giovane. Aiuti sociali, ecologia, moralità sono stati i suoi punti di forza. «Ho detto no fino all'ultimo. Poi mi hanno convinto e mi sono convinta». Era il 10 marzo. Sono passati pochi mesi e ha già fatto la sua rivoluzione: scansare Esperanza Aguirre, battitrice libera del Partito Popolare, l'ex ministra, l'ex presidente del Senato, ex presidente della Comunidad, figura immacolata ed efficiente di un apolitica positiva. «Non so cantare e no so ballare, ma amministrare la cosa pubblica, sì. Questo lo so proprio fare», raccontava in un'intervista pochi giorni fa. E la gente ci ha creduto.

Nella città catalana ha ottenuto la maggioranza relativa l'attivista Ada Colau, alla testa della lista «Barcelona en Comú» (Barcellona in comune), a cui partecipa Podemos. Ada Colau ha una lunga storia di attivismo politico, nei movimenti anti-globalizzazione e di occupazione. Negli ultimi anni è stata portavoce della «Plataforma de Afectados por la Hipoteca», battendosi contro la piaga degli sfratti che colpisce la città dall'esplosione della bolla immobiliare spagnola nel 2007 (secondo la piattaforma, solo nel 2014 gli ordini di sgombero a Barcellona sono stati tra i 18 e i 20 al giorno). Colau è diventata famosa dopo essere apparsa in Parlamento due anni fa a difendere la legge di iniziativa popolare, poi affossata dal Pp, che chiedeva una cosa semplice: che alle banche bastasse ritornare in possesso della casa per estinguere il debito dei morosi. Al grido di ¡Alcaldesa! il suo popolo l'ha già incoronata. Ora gli occhi sono puntati su di loro, sul futuro che hanno sventolato, qui, in una Spagna che ha chiuso con il bipartitismo quarantennale.