L'ex ministro sulle Regionali: «Sto con Caldoro, ma deve decidere cosa farà»

«Se c'è il fattore “napoletanità” vince Caldoro. Ma si è invertito tutto, Napoli è anche la patria di Masaniello, però le virtù di Masaniello ce le ha più De Luca, salernitano, che Caldoro. Se giocassi sulla ruota di Londra metterei “x”, “x” e ancora “x”...».

Clemente Mastella, ex ministro, una vita di politica al centro in Campania, per le prossime Regionali naviga a vista. Lui in campo c'è, ingloba il movimento dei Pensionati nei suoi Popolari per il Sud. Ma cosa realmente accadrà, a soli due mesi dal voto, è una nebulosa. E i grandi inciuci, nella Regione, sono già partiti.

Onorevole Mastella, che succede in Campania?

«Succede che devono fare in fretta, tutti. Non è accettabile, anzi è irresponsabile, un Pd che candida un Vincenzo De Luca infischiandosene della paralisi istituzionale che potrebbe crearsi in caso di sua elezione. E non è ammissibile un presidente uscente come Caldoro che ancora non scioglie la riserva e non dice se si candida o meno».

Cerchiamo di capire qualcosa. Lei ha detto che sosterrà Caldoro...

«Si, se si candida. Ma lui continua a dire che non sa cosa farà. Capisco tutto, capisco che il centrodestra non è in salute perché manca l'effetto traino di Berlusconi, ma che un presidente uscente continui a tergiversare no, non si può. Caldoro è stato un presidente che ha fatto, ha risanato la sanità. Non è un populista, ha uno stile non leaderistico. Ma il problema resta, deve decidere».

E se Caldoro non si ricandida?

«Liberi, ne prenderemo atto. Del resto non è nemmeno chiaro se De Luca sarà sino alla fine il candidato del Pd».

Ecco, appunto, neanche il Pd sta tanto bene, dopo le primarie vinte da Vincenzo De Luca...

«Chiariamo un punto. A me De Luca va benissimo, ha la mia età, è stato sindaco per vent'anni, sfata il mito del the boy , della rottamazione dei vecchi, scardina un sistema. Ma io ritengo, dal punto di vista della lealtà istituzionale, che, sin quando c'è, la legge va rispettata. Sono stato tra i primissimi a dire che la legge Severino è incostituzionale perché viola il principio dell'uguaglianza tra i cittadini. Ma se De Luca viene eletto prima che il Tar si pronunci sul ricorso contro la Severino che succede? Accettiamo la paralisi istituzionale, restiamo senza presidente della Regione e con un Consiglio che non può insediarsi? È incredibile che De Luca intervistato da Lucia Annunziata abbia detto di essere sicuro che il Tar deciderà a suo favore, questa è gestione casalinga del Tar».

È una possibilità, no?

«È un'anomalia che lui dica di esserne certo, perché sinora il Tar non si è espresso in maniera omogenea sul problema, ha preso decisioni diverse. E Renzi non può dire che prende atto del risultato delle primarie senza far nulla. Se al posto di De Luca ci fossi stato io mi avrebbero ammazzato. Il Pd e Renzi devono esprimersi, chiarire. A Renzi non frega nulla e dimentica che ha due partiti. La “ditta” vera ormai è nel Sud. Ma il Sud, con tutti i problemi che ha, non può farsi carico dei problemi del Pd».

E al centro? Ncd con chi sta?

«Ncd in Campania è in difficoltà, in grande difficoltà. De Luca ha detto che non saranno candidati gli assessori uscenti, che sono di Ncd e Udc, e dunque loro rischiano di sganciarsi. Ma non sono nemmeno in grado di andare dall'altro lato. Potrebbero concretamente correre da soli».