L'ex di Sara l'aveva aggredita sette giorni prima

Vincenzo aveva minacciato la ragazza mentre era col nuovo fidanzato: «La pagherai»

ROMA Vincenzo Paduano, l'ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio, la ragazza uccisa e poi bruciata il 30 maggio scorso in via della Magliana, perseguitava da tempo la vittima. La conferma arriva dall'ordinanza del gip Paola Della Monica. L'uomo l'aveva già aggredita anche una settimana prima di ucciderla. Nella notte tra il 21 e il 22 maggio, infatti, tra i due sarebbe avvenuto - come si legge nell'ordinanza - un incontro. Durante il quale Paduano avrebbe chiesto a Sara di salire in auto per parlare. Di fatto l'avrebbe costretta a salire a bordo aggredendola e strattonandola. La ragazza poi avrebbe raccontato l'episodio a un'amica, la stessa che ha confermato la versione al gip. La ragazza ha raccontato che Paduano avrebbe assistito a un bacio tra Sara e il suo nuovo ragazzo e le avrebbe detto che «in qualche modo gliel'avrebbe fatta pagare». La stessa amica avrebbe rivelato anche che Sara recentemente era stata costretta a cambiare la password del suo profilo Facebook, augurandosi che il suo ex, «esperto di informatica, non riuscisse ad azzeccareanche quella». Sempre sul fronte della probabile premeditazione pesa anche l'indizio del telefonino di Paduano. Questi infatti avrebbe lasciato, la notte dell'omicidio, il cellulare sul posto di lavoro. «Non ho portato il cellulare con me per non avere la tentazione di controllare gli accessi di Sara». È quanto avrebbe detto Paduano agli inquirenti, in un verbale contenuto nell'ordinanza di custodia cautelare, spiegando il motivo per cui quella notte ha lasciato in ufficio il telefono in carica. La versione non avrebbe convinto il gip. «Assume rilievo - si legge nell'ordinanza - la circostanza che Vincenzo Paduano abbia dapprima lasciato in ufficio il suo telefono cellulare e ciò al fine evidente di non essere tracciabile e abbia poi lucidamente creato un'apparenza di normalità rientrando nel posto di lavoro, salutando il collega e poi rientrando a casa».

Sempre nell'ordinanza viene fatta luce su alcune ombre della dinamica dell'omicidio. «Deve ritenersi - spiega il gip - che il liquido infiammabile sia stato utilizzato quando Sara non era più a bordo dell'auto e quindi deve concludersi che non può essersi sporcata accidentalmente mentre era a bordo. Ugualmente inverosimile è l'affermazione che poi gli indumenti della ragazza abbiano preso fuoco a causa dell'accensione di una sigaretta».