L'ex sindaco Pd sotto il torchio dei pm

E un ricorso al Tar dei Radicali rischia di far saltare il referendum sulle trivelle

Roma Tra l'inchiesta di Potenza e il referendum sulle trivelle, il petrolio sta diventando quanto mai incendiario per il Governo. Accusato, ora, di aver «boicottato» la consultazione referendaria da parte dei Radicali. Che hanno presentato un ricorso al Tar per annullare il decreto che ha fissato la data del referendum al prossimo 17 aprile (invece di accorparlo alle Amministrative), che verrà discusso il prossimo 13 aprile. Oltre a fare un esposto sul tema alla procura di Roma per i Radicali il governo avrebbe violato le regole che gli imponevano neutralità, invece di spingere per l'astensione.

Sul fronte giudiziario, invece, a Potenza ieri è stata interrogata l'ex sindaco Pd del comune «petrolifero» di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, ai domiciliari, che ha preferito restare in silenzio, consegnando solo una memoria nella quale si dichiara estranea alle contestazioni. E mentre emerge che l'ammiraglio De Giorgi nel «filone siciliano» è indagato solo per abuso d'ufficio, oggi Federica Guidi sfilerà in procura a Potenza. L'ex titolare del Mise, che viene ascoltata come persona informata sui fatti, avrebbe preparato il faccia a faccia con i pm studiando sui giornali gli atti dell'inchiesta. È pronta a parlare e dare chiarimenti ai magistrati su quelle intercettazioni tra l'ex ministro dello Sviluppo economico e il fidanzato, l'imprenditore Gianluca Gemelli, che invece è indagato e per il quale la procura aveva chiesto l'arresto. Punto chiave, l'ormai celebre emendamento sul trasporto a Taranto del greggio lucano, inserito nella legge di Stabilità dall'ex ministro con il benestare della Boschi, e «preannunciato» via telefono proprio al compagno, Gemelli, intercettato quando, subito dopo, chiama i dirigenti Total per comunicare la buona notizia.