Liberalizzazioni Sc incalza il governo: «Urgente una legge su farmaci e servizi»

Liberalizzazioni: siamo all'ultimo posto in Europa, secondo il rapporto annuale dell'Istituto Bruno Leoni. In ritardo sui mercati e sulla competitività, una maglia nera che ci costa l'8 per cento del Pil (dati Bankitalia). A incalzare il governo perché si metta al passo sono il Consiglio europeo e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. E il capogruppo di Scelta civica alla Camera, Andrea Mazziotti di Celso, raccoglie le sollecitazioni in un'interrogazione al presidente del Consiglio.

Mazziotti di Celso chiede se il governo, «considerando prioritaria la liberalizzazione dei mercati, intenda presentare rapidamente il disegno di legge annuale per la concorrenza, recependo in particolare gli interventi dell'Autorità garante nei settori assicurativo, degli ordini professionali, dei distributori di carburante, dei farmaci, dei servizi pubblici locali e delle società pubbliche». Il disegno di legge annuale 2014 è in ritardo di 90 giorni sui termini previsti, nel 2013 il governo Letta non l'ha proprio presentato. E le liberalizzazioni in Italia, a partire dal «pacchetto Bersani» del 1999, vanno avanti a singhiozzo tra molti ostacoli.

«Nello specifico - sottolinea Mazziotti di Celso, avvocato esperto di diritto delle imprese e collaboratore di Italia Futura che ha contribuito all'“Agenda Monti” - appaiono di particolare rilevanza gli interventi raccomandati in materia di assicurazioni, distributori di carburante, visto l'anomalo andamento del prezzo della benzina pur in presenza del calo del prezzo del petrolio, maggiore liberalizzazione del settore farmaceutico e degli ordini professionali, riforma dei servizi pubblici locali e delle società pubbliche che sono oggi numerosissime, costosissime e spesso dannosamente in concorrenza con gli imprenditori privati».

Il deputato di Sc riporta poi la raccomandazione del Consiglio europeo datata 2 giugno 2014 al governo Renzi: l'invito è a «promuovere l'apertura del mercato e rimuovere gli ostacoli rimanenti e le restrizioni alla concorrenza». Non solo, anche a «potenziare l'efficienza degli appalti pubblici, specialmente tramite le semplificazione delle procedure attraverso l'uso degli appalti elettronici e la razionalizzazione delle centrali d'acquisto». Scelta civica incalza l'esecutivo, che sembra aver dimenticato un cardine della crescita: «Fino a oggi - conclude Mazziotti di Celso - la sua azione non ha incluso alcun intervento diretto di liberalizzazione o comunque finalizzato allo sviluppo di una maggiore concorrenza del mercato».