Libia, autobomba all'ambasciata italiana

La vettura esplode a 400 metri. Morti i due a bordo. Illesi i diplomatici nella sede

A 72 ore dalla riapertura, l'ambasciata italiana a Tripoli è già nel mirino dei terroristi. Un'autobomba è esplosa ieri a circa 400 metri dalla sede diplomatica italiana in cui per la prima volta dal 2015 è rientrato l'ambasciatore Giuseppe Perrone. Le forze di sicurezza libiche stanno indagando per accertare se l'autobomba era diretta a colpire l'ambasciata italiana o quella egiziana, che si trova subito accanto. Secondo una fonte della sicurezza, citata dal sito Libya Observer, i terroristi che hanno provocato l'esplosione hanno parcheggiato l'auto nel mezzo della strada vicino al ministero della Pianificazione libico dopo essere stati inseguiti dal personale della sicurezza incaricato di garantire la sicurezza della sede diplomatica. «Avevano cercato di parcheggiare vicino all'ambasciata italiana», ha spiegato la fonte. Nella deflagrazione sono morte due persone, presumibilmente gli attentatori a bordo del mezzo, mentre il personale in servizio nella sede è illeso. Secondo gli osservatori l'aver tentato di colpire la legazione italiana è un forte messaggio inviato al governo di Roma affinché riconsideri la sua scelta di sostenere il governo di unità nazionale, nato sotto egida Onu, del premier Fayez al Serraj.

Commenti

Manlio

Lun, 23/01/2017 - 08:19

Dimostra quanto ancora incerti siano gli equilibri politici in Libia. E dice, ai nostri governanti, che per fermare il flusso immigrati l'unica è di non andare a prenderli sulle loro coste. Ma è inspiegabile perchè questo non venga recepito dai nostri. L'unica azione europea sulla quale sarebbe facile avere un accordo è ritirare le navi che istigano i trafficanti.