Libia, il bluff italiano della lotta all'Isis

Non solo il "nì" ai droni Usa da Sigonella. Da tempo gli americani ci chiedono maggiore aiuto, ma il governo si sfila

Il «nì» italiano ai droni Usa armati che decollano da Sigonella, solo per scopi difensivi, alza il velo sui tentennamenti del governo Renzi nella guerra al terrorismo e sulle veline mielose dei ringraziamenti americani all'Italia per la mobilitazione contro il Califfo. In realtà gli Stati Uniti hanno chiesto da un anno di poter bombardare le bandiere nere in Libia anche con i droni della base siciliana, ma abbiamo concesso solo operazioni difensive.Una decisione da Italietta perfettamente coerente con l'imbarazzante attesa della formazione di un governo di unità nazionale, per intervenire in Libia, che ieri ha subito l'ennesima fumata nera. Non dagli oppositori islamisti di Tripoli, che pure dovranno votarlo, ma dai nostri alleati del parlamento di Tobruk riconosciuti dalla comunità internazionale. Una beffa mascherata dalla mancanza ufficiale del numero legale. Così bisognerà aspettare ancora una settimana, mentre il Califfo raddoppia i suoi uomini in Libia a 6500, grazie alle truppe fresche giunte dai paesi africani come Mali, Senegal e Nigeria.La barzelletta tenuta segreta del permesso «difensivo» ai droni Usa fa il paio con la chimera del nuovo governo libico, che pure se vedrà la luce nascerà già morto grazie a veti e rivalità delle fazioni.Nel frattempo gli alleati vanno avanti per fermare l'espansione dello Stato islamico in Libia, che rappresenta una minaccia soprattutto per noi a poche centinaia di chilometri da Sirte roccaforte del Califfo. Corpi speciali francesi sono stati segnalati nell'aeroporto militare di Benina, base avanzata del generale Khalifa Haftar. I suoi uomini, rivali di Tripoli, che appoggiano Tobruk stanno avanzando a Bengasi, dove ieri hanno riconquistato il quartiere di Lithi, roccaforte dei jihadisti, e hanno anche conquistato Agedabia tagliando una vitale strada di rifornimento alle bandiere nere.Il Pentagono ha fatto sapere che con il raid aereo su una base dei terroristi a Sabratha, sabato scorso, sarebbe stato sventato un nuovo attentato a Tunisi. Anche i prudenti tedeschi sarebbero pronti ad agire, ma solo l'Italia si sfila. Ieri il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha ribadito sulla faccenda dei droni, che «non è un preludio all'intervento militare». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, pur sapendo bene che abbiamo dato la luce verde solo ad operazioni «difensive» ha ipotizzato azioni «contro terroristi e potenziali attentatori dell'Isis se ci sono prove evidenti che si stanno preparando attentati».Peccato che una fonte militare del Giornale ha raccontato la scenetta di quando sono stati presentati i piani italiani al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, di operazioni contro le bandiere nere in Libia. Pinotti è sbiancata sostenendo che non se ne parla senza coinvolgere il Parlamento, appositamente mai interpellato. «Gli alleati sono già partiti per estirpare la minaccia in Libia e noi siamo in attesa di una volontà politica che non c'è» spiega la fonte con le stellette. E ieri gli Stati Uniti hanno ribadito ufficialmente, per bocca dell'inviato presidenziale per la coalizione globale anti Isis Brett McGurk che si «aspettano una grande cooperazione da parte dei partner europei nella lotta all'Isis in Libia e auspicano la nascita di un nuovo governo a Tripoli ma se dovesse emergere qualche minaccia in modo diretto non esiteranno ad agire».L'aspetto paradossale di tutta la vicenda sono gli ultimi mesi di ringraziamenti e abbracci fra Stati Uniti e Italia per la lotta al terrorismo. L'ultima stucchevole scenetta è dell'8 febbraio con la visita del presidente Sergio Mattarella alla Casa Bianca assieme al ministro Gentiloni. Obama «ringrazia tantissimo l'Italia» per l'Iraq, ma sottolinea che sulla Libia «la cooperazione transatlantica è decisiva per risolvere drammatici problemi e ripristinare la stabilità e la sicurezza». Una collaborazione che ha partorito appena il «nì» italiano ai droni armati Usa di Sigonella, dopo un anno di trattative. Stesso copione per la visita di Renzi a Washington dello scorso settembre. Solo a fine gennaio il velo dell'ipocrisia è stato squarciato dalla lettera del segretario alla Difesa Usa, Ash Carter, al ministro Pinotti, che chiedeva all'Italia di bombardare in Iraq. E sulla Libia Washington contava «sull'esperienza, le risorse e le capacità dell'Italia», che non ha nessuna volontà politica di combattere neppure contro le bandiere nere alle porte di casa.

www.gliocchidellaguerra.it

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Commenti
Ritratto di acroby

acroby

Mer, 24/02/2016 - 08:42

Ma sti americani invece di aspettare risposte dal pinocchietto toscano e dalla roberta, non possono far partire i droni da una bella portaerei piazzata nel Mediterraneo? Mah...

scarface

Mer, 24/02/2016 - 08:44

La guerra è una cosa seria, buffoni, burattini debosciati ed imbelli non la faranno mai. Al massimo possono postare qualche selfie in rete... al massimo.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mer, 24/02/2016 - 08:49

CHE FIGURA DI MEXXA!! GRAZIE POLITICI FALLITI E ARROGANTI!! Ci avete DISTRUTTO come PAESE, NAZIONE, DIGNITA' ITALIANA!! Dalla serie.......armiamoci e partite!!!

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mer, 24/02/2016 - 09:33

e se stessero zitti tutti e facessero le cose di nascosto, senza sventagliare notizie da dove partono i droni, non sarebbe meglio per noi? Andiamo a dire che partono dall'Italia e l'Isis con chi se la prende? Con l'Italia! State zitti il nemico vi ascolta, era lo slogan nella seconda guerra mondiale.

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 24/02/2016 - 09:37

Lo avevamo capito da tempo. Però non si può lamentare chi a suo tempo collaborò per far fuori Gheddafi, in attuazione di un folle progetto partorito da Sarkò, ma subito appoggiato da Inghilterra e SU, seguito dalla nostra riottosa partecipazione, una porcheria che si dice sia stata imposta per la gioia del Quirinale, al quale Silvio avrebbe dovuto rispondere con le dimissioni. Al riguardo non potremo mai scordare la drammatica quanto comica comunicazione TV dataci dal ministro della difesa Ignazio La Russa. E ci andò bene, dato che Gheddafi non aveva missili idonei per colpire la Sicilia, altrimenti avremmo dovuto piangere molto.

venco

Mer, 24/02/2016 - 09:37

Il governo Usa innesca guerre in tutto il mondo per poi vendere armi, non per niente le industrie strategiche americane son quelle che van per la maggiore, e finanziano i politici in Usa.

Ritratto di Azo

Azo

Mer, 24/02/2016 - 10:03

Cosa possono rapresentare, i militari Italiani, QUANDO SIAMO GOVERNATI DA UNA CASTA DIRIGENTE, CHE PIÙ CHE RUBARE E ASSECONDARE LA DELINQUENZA, NON È CAPACE DI FARE???

Luigi Farinelli

Mer, 24/02/2016 - 10:10

Ma cosa si vuole pretendere da una nazione de-virilizzata da decenni di infezione "progressista", con ideologie buoniste e laiciste ormai in fase di metastasi avanzata? "De-virilizzazione" è la parola giusta! Quando mai interveniamo per difendere i nostri interessi? Quando sbatteremo i pugni sul tavolo per evitare le situazioni provocate dagli "amici" che ora ci dicono di intervenire ma che intanto prima hanno sfasciato tutto e creato questo caos anche alle porte di casa?

opinione-critica

Mer, 24/02/2016 - 11:19

Se si sconfigge militarmente Isis vengono meno le cause delle migrazioni di ""patrioti" che non difendono il loro paese; vengono meno le possibilità di Coop roees, Caritas, Migrantes, di guadagnare soldi da questi "patrioti"; sarebbe più difficile per i missionari islamici infiltrarsi nella UE; gli arabi non comprerebbero pezzi di economia italiana distrutta dalla sinistra. A chi giova il verificarsi di queste cose?

lambi65

Mer, 24/02/2016 - 19:04

Ma non avete ancora capito che questo governo con i suoi sinistroidi sono alleati con ISIS? La boldrini che mette il velo, le statue coperte, le canzoni di natale non si cantano più perchè offendono,vietati presepi, benedizioni e crocifissi, non prendono le impronte agli immigrati così possono sparire in Europa, quando li intercettano i giudici non li arrstano ma concedono lo status di rifugiato,ecc..E pretendete che intervengano in Siria!

Cix

Mer, 24/02/2016 - 23:12

Sono italiano...sono patriottico....ma questo governo e quelli precedenti sono solo un offesa ai cittadini che hanno doveri e nn hanno diritti....che gonfiano gli stipendi hai maiali di Roma ,vaticano compreso..cxxxxxxi di sx vi volete dare una radrizzata e pensare al vostro paese??? Invece di dire solo boiate!!! Dobbiamo cancellare la parola Califfato dai libri di storia tutti insieme,questi ci entrano in casa !!!Pinocchio , quella persona inutile di Alfano xche nn vale niente e tutta la sx..un consiglio!andate a lavorare e lasciate l Italia in mano a gente che sa governare e sa equilibrare i doveri con i diritti...e soprattutto quando c è da menare MENA!!!e il Vaticano deve smettere di dire sxxxxxxxe e pensare a mandare in galera i suoi sacerdoti pedofili invece di mettere il becco in cose che nn lo riguardano!!!!

Ritratto di carbone

carbone

Mar, 01/03/2016 - 21:21

E meno male che hanno detto "Ni" e che usciti gli americani gli hanno fatto il gesto dell'ombrello. Andare in guerra per che cosa ? Tutti qui sotto a pretendere di andare in guerrà. Lì c'è il deserto, la scampagnata non riuscirebbe molto, si suda !