Libia, il ministro Moavero riceve Maitig alla Farnesina

L'incontro, spiega la Farnesina, è servito come aggiornamento sugli ultimi sviluppi in Libia. Il governo italiano continua a tessere la sua trama per il Paese nordafricano

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha ricevuto oggi a Roma il vice presidente del Consiglio presidenziale libico, Ahmed Maitig. Un inconro imprtante che dimostra l'assoluta priorità data alla Libia dal governo italiano.

L'incontro, si legge in una nota della Farnesina, è servito per un reciproco aggioramento sugli ultimi episodi che hanno caratterizzato la Libia. Lo stesso Maitig aveva avuto una conversazone telefonica con Moavero, nei giorni scorsi, dopo l'incontro del ministro degli Esteri a Bengasi con il generale Khalifa Haftar. Il vertice di Bengasi è stato fondamentale per l'Italia per aprire ufficialmente i canali diplomatici con l'uomo della Cirenaica. Ma Roma ha per anni supportato esclusivamente Fayez Al Sarraj. E adesso deve rassicurare tutte la parti del conflitto libico.

La strategia italiana dopo le violenze di Tripoli ha ricevuto un supporto fondamentale dal voto di ieri delle Nazioni Unite. Il Consiglio di Sicurezza ha infatti votato a favore della risoluzione proposta dalla Gran Bretagna con cui non si è fissata una data certa per elezioni. Un colpo duro alla politica libica proposta da Emmanuel Macron, che invece cotinua a ritenere il 10 dicembre come data utile per le elezioni legislative e presidenziali in Libia.

Commenti

restinga84

Sab, 15/09/2018 - 00:25

Sperando in un incontro con una ottima conclusione in favore dell`Italia.

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 15/09/2018 - 08:45

Ho una conoscenza molto ridotta della situazione governativa della Libia, con la "sensazione" che vi siano ancora almeno 2 "Libie", come avvenne dopo la guerra mossa a Gheddafi dalla Francia di Sarkozy, alla quale il nostro paese "incredibilmente" si aggregò per volontà del nostro Presidente, il comunista "bieletto", a cui il governo Berlusconi imperdonabilmente si sottomise per imperscrutabili ragioni, certamente non per interessi nostri, ma per sottomissione del nostro "bidisgraziato" paese alla volontà dei nostri veri "nemici" di allora, Quirinale compreso, non i soli Francesi. Così crollarono i nostri interessi in Libia, con grande gioia francese ed inevitabile inizio dell'invasione filoislamica, tanto gradita agli affaristi comunisti e poi anche al falso Papa argentino, quello che preferisce il comunismo alla parola di Cristo.