Il libro di Keda Kaceli sul regime comunista e i crimini in Albania visti con gli occhi di un francescano

I crimini perpetrati dal regime albanese di Enver Hoxha visti con gli occhi del padre francescano Zef Pllumi, che passò 25 anni della sua vita nelle prigioni dell'Albania comunista, fino al 1989. La sua testimonianza racchiusa nel libro Rrno vetëm për me tregue vide la luce dopo la caduta del regime. Lui, come pochi altri, ha testimoniato la malvagità del regime attraverso il racconto della sua vita in prigione. Ha scritto dei grandi francescani albanesi perseguitati dal comunismo ateo albanese ed è diventato testimone per eccellenza della malvagità del regime contro i religiosi albanesi. Il frate francescano si è spento nel 2007 a Roma, all'età di 83 anni. La sua testimonianza è stata tradotta in italiano per la prima volta con il titolo Il sangue di Abele - Vivi per testimoniare grazie a Keda Kaceli, nata a Tirana, nell'Albania dell'ateismo comunista degli anni Ottanta, ma cittadina italiana da oltre vent'anni, laureata in Scienze internazionali ed istituzioni europee e direttrice del mensile politico di centrodestra Buongiorno Italia . Il libro venne presentato l'anno scorso in Senato da monsignor Luigi Negri, dal direttore del Giornale Alessandro Sallusti e dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che ne ha scritto la prefazione. Visto il successo della prima edizione Keda Kaceli ha deciso di ripubblicare il primo volume dell'opera originale di padre Zef col titolo originale Rrno vetem per me tregue e cioè Vivi solo per testimoniare (uscito il 18 aprile) al quale seguiranno altri due volumi editi da Buongiorno Italia Editore. «Uomini albanesi che non hanno mai chinato la testa, nonostante i supplizi a loro inflitti, e ci hanno dimostrato che sì, si può resistere e...vivere per testimoniare...», scrive Berlusconi nella prefazione.