L'immigrazione, la politica comune resta lontana

Cooperazione con la Turchia come punto fermo per uscire dalla gestione dell'emergenza, passando dal salvare le vite in mare (che resta «giusto e doveroso») dei migranti alla «guerra» agli scafisti e al blocco delle partenze dal Nord Africa. Propositi ambiziosi quelli discussi sulla nave Garibaldi al largo di Ventotene da Renzi, Merkel e Hollande. Con la cancelliera che se da un lato ha certificato il nuovo corso tedesco sull'accettazione della gestione del fenomeno come «problema europeo», dall'altro ha difeso il controverso accordo sui migranti con la Turchia. Si è parlato anche del progetto di varare una guardia costiera comune, che pattugli i mari che bagnano l'Ue, ma la «strategia di più ampio respiro» sull'immigrazione di cui parla Renzi, e che prevede lo stop alle partenze sulle coste africane ha davanti a sé una strada ancora molto lunga, in un'Europa poco unita e poco solidale anche tra Stati membri, come dimostra, per esempio, la difficoltà ad applicare l'accordo Ue sui ricollocamenti.