L'impiegato fa l'«obiettore» contro la coppia lesbo

Rifiuta di assegnare una casa popolare a due donne che vogliono convivere: trasferito e stipendio tagliato

Gianpaolo Iacobini

Nega la casa popolare ad una coppia gay invocando l'obiezione di coscienza: per punizione, viene rimosso dall'incarico e sottoposto a procedimento disciplinare.

Non ha un nome l'impiegato che a Torino, nei giorni scorsi, ha invocato il diritto a disobbedire alle leggi pur di non discostarsi dalle sue convinzioni morali e religiose. Quelle per cui la famiglia è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e, pertanto, anche le case popolari vanno date solo a nuclei familiari nati dall'unione sponsale tra marito e moglie. L'Agenzia territoriale per la casa, che gestisce gli immobili di edilizia residenziale pubblica nel torinese, è stata costretta dall'ostinazione dell'uomo a mandarlo a processo davanti ai probiviri, con stipendio tagliato ed immediata assegnazione ad altro ruolo, senza più contatto con il pubblico.

Il funzionario il suo punto di vista aveva avuto modo di esporlo già a marzo, quando le due signore s'erano presentate agli uffici dell'Atc, chiedendo fosse consentito alla prima, divorziata e madre di un bambina oltre che residente in un appartamento dell'Agenzia, di poter dividere casa con la compagna. All'epoca la coppia aveva incassato un rifiuto per la mancanza di una legge sul tema delle unioni civili, sebbene in realtà non necessaria. Ma quando a fine maggio le donne sono ritornate alla carica, si sono viste opporre un no altrettanto tondo. «Non posso accettare l'istanza: faccio obiezione di coscienza», s'è giustificato l'impiegato davanti al dirigente, invitato ad intervenire per sbrogliare la matassa. Ed esplode il caso, con la presa di posizione del presidente dell'Agenzia, Marcello Mazzù, medico, renziano di estrazione fassiniana, per 10 anni sindaco di Grugliasco. Piazzato alla guida dell'ente dalla giunta Chiamparino dopo il fiasco alle Regionali del 2014, con 2.455 voti racimolati nella lista del Pd. «Non esiste obiezione di coscienza. L'Atc prevedeva già prima dell'approvazione della legge la possibilità di convivenza more uxorio per due persone dello stesso sesso», ha tagliato corto Mazzù, auspicando una punizione esemplare per il colletto bianco renitente.

Nell'attesa, niente più sportello e paga decurtata per il primo obiettore di coscienza nella storia delle case popolari

Commenti

lorenzovan

Ven, 03/06/2016 - 17:02

l'obiettore vada a farlo nella sede del partito per il quale vota..in una funzione pubblica tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge...