L'incubo degli studenti: tornare in classe a luglio

Ore insufficienti per validare l'anno scolastico: niente vacanze per 1.200 alunni e 120 prof

Si torna a scuola. L'incubo di ogni studente è diventato realtà per i 1.200 ragazzi dell'Istituto di istruzione superiore «Leonardo Da Vinci» di Niscemi (Caltanissetta). Non hanno fatto neanche in tempo a salutare i compagni di classe dopo il suono dell'ultima campanella e a realizzare che la scuola è finalmente finita, sognando di alzarsi tardi la mattina o di andare al mare, che devono di nuovo tornare tra i banchi. Le ore di lezione effettuate durante l'anno scolastico appena trascorso, infatti, non sono sufficienti. Devono completare il monte ore di presenza obbligatoria.

La notizia è stata per le famiglie, ma soprattutto per i ragazzi come una doccia fredda. Che con questo caldo è l'unica nota positiva. Per il resto ci si vorrebbe svegliare e realizzare che si tratti di un incubo. Ma è tutto vero. La «pacchia» dello scorso inverno, quando, per colpa del mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento, gli studenti, su decisione della dirigenza, hanno fatto lezioni ridotte, dovranno pagarla cara. E di caldo stavolta ne avranno abbastanza viste le temperature estive siciliane che a tutto invitano tranne che a tornare in classe.

Ma l'ordinanza è stata emessa. Non si scappa. L'ha firmata il dirigente scolastico Fernando Cannizzo, d'intesa con il consiglio d'istituto e quello dei docenti (ma non tutti concordano sull'intesa). Dal 17 al 22 luglio si ricomincerà con l'appello. E chissà quante saranno le assenze da segnare. Qualcuno, infatti, è già partito in vacanza. Altri si trovano dilaniati tra l'andare in vacanza e il disdire la prenotazione fatta magari tanto tempo prima sognando l'estate.

Tornare tra i banchi a luglio inoltrato vuole dire per i docenti stare tranquilli con gli stipendi percepiti, mentre gli studenti non correranno il rischio di vedere condizionato negativamente l'esito dello scrutinio per la promozione e l'ammissione agli esami di maturità, che non sono ancora terminati. Bisognerà capire se il dirigente scolastico sa già che ne sarà di quanti sono già lontano da Niscemi, impossibilitati a tornare. Forse, però, non si era messo in conto che all'ovvio malcontento degli alunni e delle famiglie, si aggiunge anche quello dei docenti. Tra loro Gaetano Giarracca e Vincenzo Traina, che lo scorso marzo avevano chiesto e ottenuto l'arrivo di ispettori scolastici contestando la decisione del dirigente scolastico di diminuire l'orario delle lezioni più di quanto previsto da una circolare ministeriale in caso di situazioni di emergenza. E, contrariamente a quanto dice il dirigente scolastico, si sostiene invece che il consiglio dei docenti non abbia dato il suo placet alla decisione, che è stata calata dall'alto. Fatto sta che i ragazzi devono ancora svolgere 60 ore in classe, e i docenti avrebbero incamerato circa 500 euro in più rispetto a quanto hanno lavorato. In tutto ciò una cosa è certa. Per loro sarà un'estate indimenticabile.

Commenti

cgf

Lun, 26/06/2017 - 09:05

se il dirigente avrebbe dovuto far rimandare scrutini ed esami a dopo il 'recupero', così non ha alcun senso.

jaguar

Lun, 26/06/2017 - 09:33

Chiamare addirittura "incubo" poche ore di lezione mi sembra esagerato, pensate invece a chi lavora tutti i giorni con queste temperature, magari in fabbrica, quello si è un incubo.

lilli58

Lun, 26/06/2017 - 09:39

follia all'italiana, recuperarle prima un po per volta no,eh?

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Lun, 26/06/2017 - 10:53

Il prossimo inverno vorranno andare a scuola anche di domenica. 8 ore. Col cappotto.

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gzorzi

Lun, 26/06/2017 - 11:48

Licenziare chi e' causa di tutto questo sarebbe ancora poco, mi vien da pensare che sia sempre stato cosi' ma quest'anno qualche cosa deve essere andato storto.