L'incubo legionella arriva pure in Brianza

Due ricoverati. Grave un 78enne di Cesano Maderno. È in rianimazione

Milano Non si placa in Lombardia la preoccupazione per i casi di polmonite da legionella. Nelle ultime ore due pazienti sono stati ricoverati all'ospedale di Desio, non lontano da Monza. Sono un 78enne e un 89enne. Uno è in gravi condizioni.

I due pensionati sono residenti in Brianza. Si tratta dei primi due casi di contagio da legionella degenerato in polmonite nella zona , dopo l'epidemia delle scorse settimane nel Bresciano (oltre 200 polmoniti, di cui 23 da legionella). Il 78enne, di Cesano Maderno, è arrivato in ospedale con insufficienza respiratoria tre giorni fa. È ricoverato in rianimazione e in prognosi riservata. L'89enne, di Desio, si è presentato in pronto soccorso il 9 settembre anche lui con difficoltà respiratorie. Si trova in medicina generale, in prognosi riservata ma in condizioni stabili. Risponde positivamente alle terapie. Entrambi i pazienti erano affetti da diverse patologie pregresse. Gli esami di laboratorio hanno confermato che hanno contratto il batterio della legionella.

L'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera interviene per tranquillizzare sui recenti casi brianzoli, che non avrebbero alcuna correlazione con quelli bresciani. E in generale sui numeri dei contagiati e dei malati di quest'estate in diverse aree della Lombardia. I pazienti ricoverati a Desio, dichiara Gallera, «sono due anziani pluripatologici. Uno è in fase di miglioramento, l'altro in stretta osservazione in rianimazione. L'indagine epidemiologica è in corso e al momento si esclude una correlazione con i casi bresciani. Mi preme sottolineare che il numero di casi registrati in questo periodo sul territorio di Ats Brianza è assolutamente in linea con i dati degli anni precedenti: 96 nel 2018; 98 nel 2017; 74 nel 2016 e 72 nel 2015». Gallera ribadisce che «in Lombardia ogni anno si registra un determinato numero di casi di legionella che colpiscono principalmente persone con quadri clinici complessi o esposte a fattori di rischio. I casi di legionella sono stati 625 nel 2018, 633 nel 2017, 474 nel 2016, 491 nel 2015. Mentre i decessi sono stati 52 nel 2018, 60 nel 2017, 44 nel 2016, 50 nel 2015». Nei giorni scorsi gli ospedali di Monza e Desio avevano già curato casi di polmonite da legionella, ma per pazienti provenienti da altre province: un 29enne di Gavardo, nel Bresciano, e un 43enne del Mantovano. Sono gravi ma stabili. Sabato scorso invece era morto un 82enne lecchese.

Anche i nuovi contagi, conclude l'assessore, «rientrano nella fisiologicità». Inoltre «nella maggior parte dei casi il batterio colpisce l'uomo creando solo un po' di alterazione e un po' di febbre. Solo in poche occasioni, in fisici già alterati, la polmonite, rischiando di diventare così concausa di un decesso». Particolari le situazioni di luglio a Bresso, alle porte di Milano, «dove c'è stato probabilmente un evento atmosferico che ha portato a un contagio vasto», e dei giorni scorsi nel Bresciano. Tuttavia l'allarme sta rientrando: «Nella stragrande maggioranza dei pazienti il decorso ospedaliero è stato normale. Molti stanno recuperando e vengono dimessi. Solo cinque restano in terapia intensiva». In diminuzione anche i nuovi contagi: gli ultimi dati, di venerdì, parlano di dieci accessi al pronto soccorso.