«L'intelligenza di Piquadro è sapere vestire la tecnologia»

Ecco la linea Urban: «Zaini e trolley smart ed eleganti»

Con Marco Palmieri, presidente e amministratore delegato di Piquadro, si comincia a parlare di borse e valige per poi finire a discutere dei concetti filosofici di Leibnitz: l'uomo che ha coniato il termine «funzione» e studiato i primi sviluppi del calcolo infinitesimale. Il perché è presto detto: da ragazzo sognava di diventare un matematico e continua a coltivare questa passione anche se oggi fa l'imprenditore con un tale successo che, lo scorso giugno è stato nominato Cavaliere del Lavoro.

Cosa presenta a questo Pitti?

«Urban, una nuova linea di zaini e trolley in pelle dotati di tecnologia Bagmotic. Dentro i prodotti c'è una tasca per il powerbank che permette di ricaricare più volte per induzione lo smartphone cui può essere connesso via Bluetooth con una app disponibile su App Store e Play Store. Grazie a questo può svolgere diverse funzioni tra cui la geolocalizzazione di prossimità che agisce anche come allarme: se ti rubano lo zaino o se lo dimentichi sul treno, il cellulare suona immediatamente. Inoltre abbiamo messo a punto l'inventory system, ovvero delle etichette da applicare su quel che non bisogna dimenticare in giro tipo il portachiavi, l'agenda, il portatile o l'Ipad. Ne puoi gestire fino a otto grazie all'app Connequ: una cura infallibile contro la distrazione che in più controlla i livelli di inquinamento dell'aria con l'air pollution detector. Poi c'è il pulsante di SOS e mille altre funzioni insospettabili».

Ma abbiamo davvero bisogno di tutte queste diavolerie tecnologiche nei nostri bagagli?

«Piquadro realizza da sempre borse e valige intelligenti. Siamo stati tra i primi a esplorare la moderna filosofia dell'IoT (Internet of Things) sviluppando speciali applicazioni che rendono i nostri prodotti altamente performanti in un mondo sempre più dinamico e veloce. Certo non bisogna esagerare: se a guidare lo stile è la tecnologia rischi di avere dei prodotti troppo freddi. Per questo abbiamo recentemente cambiato designer e product manager con ottimi risultati».

Con Piquadro ha acquisito prima il marchio The Bridge e sei mesi fa Lancel. Cosa ne vuole fare?

«The Bridge va benissimo, in neanche due anni il fatturato è cresciuto del 40%. E un marchio colto ed etico, fatto per durare una vita, con concia artigianale e un certo tipo di allure. Lancel è uno storico marchio francese di alta pelletteria: esiste dal 1870 e in archivio ci sono perfino due borse create da Dalì. Presenteremo la nuova collezione in febbraio durante la fashion week di Parigi, ma so già che avrà successo perché ho affidato la direzione creativa a Barbara Fusillo, una gran professionista che ha al suo attivo esperienze negli uffici stile di Marc Jacobs e Miu Miu».

DFed