L'ira dell'ex governatore: "Per me doppia ingiustizia"

L'ex ministro in carcere a Opera dove esiste una struttura infermieristica. La telefonata di Berlusconi: "Addolorato e certo della sua correttezza"

Ha chiamato subito i carabinieri, appena tornato a casa, dall'ospedale, Giancarlo Galan. Per capire che cosa gli sarebbe accaduto dopo il sì al suo arresto votato dalla Camera. E in serata ecco la notifica: ordinanza di custodia cautelare in carcere. Galan viene condotto a Opera, carcere con una struttura infermieristica adeguata alle cure di cui necessita. L'ex governatore del Veneto ha atteso poche ore quindi per conoscere il suo destino. L'arresto sembrava improbabile ed invece la notifica della Guardia di Finanza ha tolto ogni dubbio. Ignorata dunque la richiesta dei suoi legali di arresti domiciliari. Almeno per il momento, come confermato dall'avvocato Antonio Franchini che, assieme al collega Nicolò Ghedini, assiste Galan. «Eseguita l'ordinanza di custodia cautelare - ha sottolineato Franchini - noi depositiamo al gip una istanza con tutta la documentazione medica, chiedendo i domiciliari». Non se lo aspettava nessuno e invece, Galan è stato condotto a Opera dove sarà ricoverato presso la struttura medica del carcere alle porte di Milano.La speranza di evitare la detenzione c'era eccome anche se Franchini già nel pomeriggio di ieri non era ottimista. «Ormai lo arresteranno - ha confessato ai cronisti - Comunque è reattivo, battagliero e ha detto che ci batteremo nelle sedi opportune». L'ex ministro infatti è convinto di aver subito «una doppia ingiustizia»: prima la richiesta di arresto dei giudici di Venezia, poi il voto favorevole della Camera. E in contemporanea le sue dimissioni, firmate ieri, da parte medici dell'ospedale di Este che hanno ritenuto che le patologie di cui soffre non richiedano necessariamente l'ospedalizzazione, ma possano essere curate anche con l'assistenza domiciliare. Ogni quattro ore Galan deve essere sottoposto al controllo del livello di glicemia, ricevere terapie per le apnee notturne, per il diabete, e deve restare con la gamba ingessata in estensione. Un provvedimento, quello delle dimissioni, non preventivato e accolto con rabbia da Galan. Rabbia, dunque. Che, in verità, aveva già caratterizzato la sua brevissima dichiarazione ai cronisti, all'uscita, in carrozzina, dall'ospedale, prima di salire sull'ambulanza che lo avrebbe riportato, solo per poche ore, nella sua abitazione di Cinto Euganeo: «Sono incazzato, ma tanto, e sapete benissimo con chi». Nessun mistero, comunque, sulla lettera di dimissioni. «Contiene ovviamente una serie di prescrizioni e cure», hanno chiarito i legali. L'ex ministro era stato infatti ricoverato nel reparto di Medicina, dopo una decina di giorni trascorsi in quello di Cardiologia. Particolarmente toccato dalla vicenda Galan anche l'ex premier, Silvio Berlusconi: «Sono profondamente addolorato per il voto parlamentare che ha dato il via libera all'arresto di Galan. Trovo particolarmente ingiusto che, non accettando il rinvio del voto proposto da Forza Italia, sia stato impedito a Galan di essere presente in Aula per potersi difendere dalle accuse che gli sono state rivolte. Sono vicino a Giancarlo, della cui correttezza dopo trent'anni di collaborazione e amicizia sono assolutamente certo, in questo momento così drammatico e difficile».Anche l'avvocato ha voluto anche aggiungere una sua valutazione di quanto è accaduto nell'Aula d Montecitorio: «Si è trattato di un voto politico e non di coscienza perché oggi si è scritta una pagina buia alla Camera dei Deputati che costituisce un precedente assai preoccupante. Si è infatti, votata l'autorizzazione a procedere in assenza dell'onorevole Galan che avrebbe voluto essere presente per difendersi. Gli si è negato anche questo diritto minimo».