L'ira della sinistra sul «contronatura» di Alfano

Esultanza scomposta del ministro, la Finocchiaro lo gela: la stepchild non è sparita

Roma Gioisce Angelino. È uscito da un cul de sac che rischiava di cambiare la natura dell'alleanza di governo, di renderla «variabile» al punto da sfilare quel po' di potere contrattuale che compete a Ncd. Peccato che, nella foga, il bollettino della vittoria passi per le mani (e zucca) di Alfano e venga tradotto confusamente dalla lingua. «È stato un bel regalo all'Italia aver impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio», rivendica, e sarebbe stato più conveniente piantarla lì. Invece procede, vuole fissare il concetto in uno slogan. «Abbiamo impedito una rivoluzione contronatura e antropologica...».Non l'avesse mai fatto. Piombano sul povero, in questo caso persino incolpevole ministro siciliano, nel cui vocabolario il termine «contronatura» deve suonare quasi neutro anzi forse persino babbio, gli strali dell'intero mondo politically correct di sinistra. Pippo Civati chiede ad Alfano di «tornare nella preistoria da cui proviene», la pidina Finocchiaro lo bolla piuttosto come «oscurantista da medioevo», il collega Da Zan invoca la Costituzione «violata». Anche il leader-ombra della sinistra interna pidì, Gianni Cuperlo, ritiene «gravissime» le parole alfaniane e pretende che «Renzi prenda le distanze». Dimissioni chiede Sel, mentre il capogruppo pidino Zanda pietosamente ridimensiona a «battuta infelice», e Speranza la ritorce contro Angelino: «Contronatura è l'oscurantismo di Alfano». Tutti si scatenano sul «contronatura»; al bastonato ministro non resta che chiedere venia cercando di spiegare il senso (peraltro chiaro) di quel che intendeva con una nota ufficiale: «Le parole di Alfano sono solo la constatazione della realtà delle cose». Angelino ispirato replica a Speranza: «Secondo te, è secondo natura che due uomini abbiano un figlio? Che una donna metta sul proprio ventre la targhetta del prezzo? No, caro. Anche la politica ha un limite: la natura». Ha ragione, se non fosse che anche la realtà naturale abbia un confine: la bugia. Che la Finocchiaro smaschera senza tema di smentite: la controversa adozione del figliastro non è affatto sparita. È stata solo demandata al giudizio non della legge, come natura giuridica pretende, bensì, di volta in volta, di un magistrato giudicante. Altro che regalo di Ncd: in gergo si chiama pacco, ma ha tutt'altra natura.RooS