L'Isis a Palmira E Kerry implora: "Mosca abbia un po' di pietà"

Proprio mentre le forze alleate annunciano di aver eliminato con un drone Boubaker el-Hakim, «mente» della strage nella redazione parigina di Charlie Hebdo e della strage di turisti sulla spiaggia di Sousse in Tunisia, la diplomazia si rimette in moto. Così John Kerry, il segretario di Stato Usa, si è presentato ieri a Ginevra col cappello in mano per cercare un (improbabile) accordo coi russi sulla gestione della crisi siriana. L'unica speranza è stata che Mosca «mostri un po' di grazia dalla sua posizione dominante». Grazia è la parola più adatta, dal momento che attualmente i russi e il loro protetto Assad sono in condizione di fare ad Aleppo quel che preferiscono. La città sta ormai cadendo interamente nelle loro mani, anche a costo di bombardamenti che Kerry chiama «crimini contro l'umanità».

In attesa di conoscere l'esito del colloquio Kerry-Lavrov a Ginevra, in Siria e Irak il massacro continua e non solo ad Aleppo, ma anche a Homs e Raqqa. L'Isis battuta e decimata su tutti i principali fronti riappare all'attacco dove meno era attesa, ovvero a Palmira, la zona riconquistata dai russi otto mesi fa con grande fanfara pubblicitaria, che torna a essere un campo di battaglia.

Commenti
Ritratto di mvasconi

mvasconi

Dom, 11/12/2016 - 10:23

kerry conta ormai meno di zero. un po' come gentiloni, quindi

maricap

Dom, 11/12/2016 - 10:58

Ma basta con i sensi di colpa, " A la guerre comme a la guerre". Cosa nota è che i mussulmani combattono senza regole, essi sono avvezzi a farsi scudo di civili, donne e bambini, confidando sul nostro senso di pietà. Far loro capire, che il giochino non funziona più, è un sacrosanto dovere; i russi questo stanno facendo.

ilario1961

Dom, 11/12/2016 - 11:07

prima di dire che l'isis ha conquistato Palmira, sarebbe il caso di controllare.....

Keplero17

Dom, 11/12/2016 - 12:30

Che io sappia chi accetta di depore le armi se siriano ricade nell'amnistia, se straniero viene fatto evacuare.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 11/12/2016 - 12:53

Nessuna pietà per i terroristi al servizio dei terroristi di Washington, Tel Aviv e Riad

Tuthankamon

Lun, 12/12/2016 - 09:30

Obama e Kerry parlano ancora dopo i disastri che hanno combinato e la testardaggine con la quale hanno "gestito" (?!!?) la crisi siriana? Vadano a casa a pensarci, per favore. Incapaci e/o malintenzionati e/o teste dure!!!

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 12/12/2016 - 15:45

In tremila hanno lasciato Aleppo su invito del misericordioso Presidente Assad. Quelli rimasti asserragliati sono gli irriducibili.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 12/12/2016 - 15:47

Mors tua vita mea.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 12/12/2016 - 15:50

Quando i combattenti arabo-primaverili muoiono in guerra santa vanno in paradiso dove li aspettano tante vergini. O no? Allora che cosa vuole Kerry?

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 12/12/2016 - 16:13

Premesso che Obama a confronto di quella buon'anima di Saddam Hussein è ancora più ostile. Infatti il "babilonese" è vero che sparava in aria dal balcone per l'esultanza populistica dell'11 settembre, onde assecondare i fanatismi islamici, ma di fatto, anche in sincretismo anti-iraniano, collaborava benissimo con l'occidente al punto che il suo vice Tarek Aziz era... Cristiano. Invece Obama finge di essere amico, ma pugnala alle spalle i cristiani, tra le sue vittime c'è Berlusconi col pacificato Gheddafi. Ora, Kerry attacca solo l'asino dove vuole il suo abbronzato padrone.