L'Isola dei famosi francese fa strage di assi dello sport

Uno scontro in volo di elicotteri provoca la morte di 10 persone Tre campioni tra le vittime. Hollande: «È un'immensa tristezza»

Villa Castelli, dipartimento General Lamadrid, provincia settentrionale argentina di La Rioja, è un posto dove non succede niente ma può succedere di tutto. Anche quando in cielo le nuvole sono panna e non tira un filo di vento. La vita a volte prende traiettorie strane, incomprensibili, vira senza un motivo dalla sua scia, si scontra con l'assurdo. É così che l'hanno vista gli operatori a terra di «Dropped», l'isola dei famosi francesi, reality estremo di Tf1 importato dalla Svezia dove i naufraghi vengono abbandonati a se stessi in una zona selvaggia, senza cibo, senza sapere dove sono e senza idee sul come uscirne. Hanno puntato le telecamere al cielo e inquadrato due elicotteri in viaggio parallelo, uno di proprietà del governo, l'altro della provincia di Santiago del Estero, come nel trailer del programma, a bordo dieci persone, due argentine e otto francesi, i concorrenti del reality, gli operatori della produzione, i piloti. Li hanno ripresi andarsi incontro, senza una ragione, nè un motivo, toccarsi in aria, precipitare: sembrava un trucco di scena, un effetto speciale, invece era la realtà che prendeva il posto del reality, la gara di sopravvivenza anticipata dalla morte stessa. Dieci vittime per uno show, la Francia che non sa credere ai propri occhi, tre campioni dello sport che volano via in un fuoriprogramma. Florence Arthaud, 57 anni, prima donna a vincere una transoceanica in solitaria, la Route du Rhum che lega la Francia alla Guadalupa, roba per duri e puri. La chiamavano «la fidanzata dell'Atlantico», non sapeva fosse il cielo il suo nemico. E poi Camille Muffat, 25 anni, tre medaglie alle Olimpiadi di Londra, oro, argento e bronzo, quattro volte sul podio dei mondiali. Era una fuoriclasse dello stile libero nata in riva al mare, a Nizza, ma è stata la rivalità con Laure Manaudou a farne un personaggio. «Sconvolgente - dice Federica Pellegrini - Camille aveva la mia età ed aveva smesso di nuotare da qualche mese. La vita è ingiusta». «Ha avuto la fortuna di avere una vita fantastica, che però è finita troppo presto - si fa forza Guy Muffat, papà di Camille - Come non essere fieri di lei?». A Nizza ricordano il suo sorriso, l'amore per l'avventura, l'apparente timidezza. L'estate scorsa a sorpresa aveva mollato il nuoto. Diceva: «Sono curiosa di esplorare altro».

E poi Alexis Vastine, 28 anni, il pugile triste, bronzo ai Giochi di Pechino nei superleggeri, famiglia di pugili di Pont-Audemer, Normandia, papà allenatore. A gennaio un incidente stradale aveva ucciso Celie, 21 anni, la sorella minore, anche lei campionessa di boxe. Era partito per l'isola per vincere il dolore. Sull'elicottero doveva esserci anche il calciatore Sylvain Wiltord, quello che ci sconfisse in finale agli Europei 2000. Ma l'ha scampata: «Sono inorridito, sto tremando e non riesco a trovare le parole». É stato il primo eliminato. E questa è stata la sua fortuna. Alain Bernard invece è sceso all'ultimo: pesava troppo.

Le ipotesi: errore di uno dei due piloti, entrambi argentini, Roberto Abate e Juan Carlos Castillo, veterano della guerra delle Malvinas. O un guasto meccanico. Morti come i due cameraman cLaurent Sbasnik e Brice Guilbert, il tecnico del suono Edouard Gilles, la giornalista Lucie Mei-Dalby e Volodia Guinard, che guidava la spedizione. «L'improvvisa scomparsa dei nostri concittadini francesi è causa di immensa tristezza», ha twittato Hollande. Dropped doveva andare in onda questa estate, otto sportivi in gara, la natura estrema come nemica. Riprese interrotte, tutti i concorrenti sono rientrati in Francia. Stavolta lo spettacolo non andrà avanti.