L'Italia senza riforme pagherebbe il conto più salato

Il governo Renzi esibisce una erronea sicurezza sulle conseguenze per l'Italia della Brexit. Ma proprio a causa del renzismo, l'Italia avrebbe grossi problemi

Il governo Renzi esibisce una erronea sicurezza sulle conseguenze per l'Italia della Brexit. Ma proprio a causa del renzismo, l'Italia avrebbe grossi problemi. Bisogna distinguere paesi con economie e finanze flessibili e con economie e finanze rigide. L'Italia a guida renzista è in questa seconda categoria. La Brexit non è un grave problema per i paesi dell'euro con sistemi flessibili, perché Draghi ha steso una rete protettiva della Bce a tutela dell'euro da speculazioni finanziarie e nel frattempo esse possono adattarsi alla nuova situazione. Ma è un grave danno e crea problemi nuovi per i paesi dell'Unione europea con sistemi rigidi, nel campo dell'economia reale e in quella del credito, come l'Italia governata da Renzi, che non ha fatto le riforme che ci volevano, per farci tornare alla crescita. E, alla ricerca del consenso elettorale (ora al tramonto), ha fatto e fa deficit eccessivi, con una impressionante ascesa del rapporto debito/pil e ha reso ardua la soluzione dei problemi dei crediti deteriorati delle banche. Il loro peso irrigidisce la concessione di crediti all'economia, lasciando inoperose le risorse di finanziamento potenzialmente disponibili presso la Bce, grazie alle politiche di prestiti a tassi zero agli istituti di credito. La Brexit dà luogo a un'Unione europea e a una eurozona dominate di fatto dalla Germania, con un potenziamento del potere dirigistico della burocrazia di Bruxelles e dei Commissari europei. Questi, con singolari tesi sugli aiuti di Stato, sulla distorsione della concorrenza, sui rischi potenziali, stanno mettendo in croce il nostro sistema bancario. Sino ad ora gli inglesi hanno posto un argine a queste tendenze dirigiste. Una delle ragioni principali del favore riscontrato in Inghilterra per la Brexit è l'insofferenza per queste politiche, accanto alla pochissima simpatia per l'Europa a guida tedesca. L'Italia non ha potuto e voluto combattere questa linea della Ue, perché ha bisogno del consenso della Germania e di Bruxelles per la flessibilità sul deficit e il debito, che occorre a Renzi. La rete protettiva della Bce evita rischi di un'ascesa speculativa dello spread sul nostro debito pubblico. Ma la borsa di Milano è collegata alla borsa di Londra e molto dell'investimento estero nel nostro debito pubblico e privato transita da Londra. Con la Brexit e con la connessa fluttuazione della sterlina con l'euro, si lede e si inceppa questo collegamento finanziario. Se avessimo un sistema flessibile con il bilancio in ordine e il debito pubblico in discesa, potremmo fare facile affidamento sul flusso di denaro da altre piazze finanziarie, sostitutive di quella di Londra, come accadrà per i paesi come la Germania, i cui Bund, in attesa della Brexit, hanno migliorato la quotazione così tanto, che il loro tasso di interesse risulta sotto zero. Con la Brexit, che genera un cambiamento geo politico radicale, subiscono danni particolari le economie meno flessibili che vi si adattano meno facilmente. L'Italia di Monti, Letta e Renzi non ha fatto la riforma del mercato del lavoro, che Germania ha fatto, imitata dalla Spagna ed ora dalla stessa Francia, cioè quella della prevalenza dei contratti aziendali e regionali flessibili sui nazionali. Ha una produttività che stenta a crescere e minore capacità di competitività. Inoltre, il nostro sistema bancario è ingessato dal problema dei crediti deteriorati. Esso si risolverebbe se i valori immobiliari risalissero, grazie a una vera riduzione del fardello fiscale sulle proprietà e le compravendite di immobili. Ciò renderebbe molto più agevole il realizzo delle garanzie su tali crediti, a prezzi vicino ai valori con cui sono state registrati nei bilanci degli istituti di credito. Renzi non fa queste riduzioni fiscali, non promuove privatizzazioni di aziende pubbliche nazionali e locali, non taglia le spese, non riduce l'eccesso di pressione tributaria, non semplifica l'urbanistica. Insomma questa uscita di Uk dal dirigismo Eu, ci crea molti più problemi che ad altri, perché l'Italia di Renzi non è liberale.

Commenti

blackindustry

Mar, 21/06/2016 - 09:49

Comunque il popolino continua a votare a sinistra, quindi si merita tutto cio'.

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liberopensiero77

Mar, 21/06/2016 - 10:01

A me pare un articolo decisamente farlocco, specie quando dice che Renzi non ha fatto la riforma del lavoro. A me risulta che l'abbia fatta, si chiama jobs act. Secondo Forte, Renzi non è liberale, secondo la minoranza di sinistra del PD è troppo liberale, al punto da aver modificato l'art. 18. La verità sta nel mezzo.

Aegnor

Mar, 21/06/2016 - 10:02

Nuovi balzelli,nuove tasse,nuovi problemi perché ce lo chiede l'ue? Il nuovo che avanza.

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Memphis35

Mar, 21/06/2016 - 11:23

#liberopensiero77l - 10:01 "A me risulta che l'abbia fatta, si chiama jobs act". Mmmhhh! Forse era meglio escludere questa pensata dal novero delle riforme. Atteso il successo che sta, alla lunga, riscuotendo ed il consenso che la sua esportazione sta riscuotendo in Francia. Dove i sindacati esistono e, incredibile dictu, difendono pure i diritti dei lavoratori.

Zizzigo

Mar, 21/06/2016 - 11:40

Non sarà certamente la Brexit a mettere in difficoltà quel "pollo decapitato" che è l'Italia, oggi. Caro articolista, guardi altrove!

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liberopensiero77

Mar, 21/06/2016 - 13:00

@Memphis35, il Jobs Act è una conseguenza della Strategia di Lisbona dell'UE, del marzo del 2000, che riguarda, in particolare, la liberalizzazione del mercato del lavoro e dei prodotti, la riqualificazione del lavoro, e la riforma del welfare. Le riforme del lavoro sono state fatte prima in Germania da Schröder, e poi a seguire da altri Stati, come l'Italia, anche se è arrivata in ritardo. Si tratta di politiche liberali per riformare il diritto del lavoro, sulla base di due idee portanti, la sicurezza occupazionale (flexicurity), e la capacità di cercare lavoro (employability). Torna a dormire, chiaramente non è materia per te.

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franco-a-trier_DE

Mar, 21/06/2016 - 13:22

Draghi prima di fare gli interessi della Italia deve fare i conti con la Grande Germania, la vera protagonista in Europa e nel mondo.

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franco-a-trier_DE

Mar, 21/06/2016 - 13:24

blackindustry, quando c'era Berlusconi non comandava forse la Germania?..

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Memphis35

Mar, 21/06/2016 - 14:22

#liberopensiero77 Strategia sublime, ad uso e consumo delle lobbies plutocratiche internazionali , che il Puffo ha subito fatte sue. Chissà perchè i francesi non le vogliono recepire...Hai capito tutto tu, coyote.

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liberopensiero77

Mar, 21/06/2016 - 15:33

@Memphis35, che cultura! Vedo che invece di studiarti il diritto del lavoro, parli di "lobbies plutocratiche"! Bravo! Ma puoi fare di meglio, perché non parli chiaramente di "complotto demo-pluto-giudaico-massonico"? E dai, ci faresti una figura migliore, ti inseriresti a pieno titolo in quel filone culturale che va direttamente dal duce al baffettino capo del nazional-socialismo, per arrivare infine a Grillo e Salvini! E dai, che puoi fare di meglio ...

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franco-a-trier_DE

Mar, 21/06/2016 - 17:35

a Roma c'è il Tevere si?

swiller

Mar, 21/06/2016 - 20:35

Gli Italiani stanno già pagando un conto salatissimo con al governo sta banda Bassotti.