L'Italia si scioglie, 54 gradi a Caserta Salta l'aria condizionata: Uffizi chiusi

Il direttore: «L'Arno è troppo basso e non alimenta l'impianto». La Galleria riapre oggi

Pochi giorni fa The Guardian promuoveva la nuova strategia degli Uffizi, e cioè favorire lo «slow tourism» a discapito di quello «mordi e fuggi» grazie a una modifica del prezzo dei biglietti che premia le visite ripetute. Ma la prossima visita di chi si era prenotato per ieri non sarà una scelta: a metà mattina, infatti, la Galleria è stata costretta a chiudere i battenti a causa di un guasto all'aria condizionata.

«Il problema è sorto perché il livello di acqua dell'Arno si è abbassato e l'impianto non ha avuto più rifornimenti - ha spiegato il direttore Eike Schmidt -, nel weekend il problema sarà risolto grazie all'arrivo di una cisterna d'acqua». Oggi quindi il museo riaprirà, ma chissà quanti dei turisti in coda ieri saranno in grado di tornarci. Alcuni coraggiosi che già erano entrati hanno terminato la visita aiutandosi con ventagli e bottigliette d'acqua, mentre chi è rimasto fuori ha dovuto fare i conti con i 40 gradi di Firenze.

Una fornace, come del resto quasi tutte le città italiane. Il «bollino rosso», che indica «condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo dei soggetti a rischio» continuerà a valere anche oggi per 26 città su 27, l'unica eccezione è Genova che si ferma sull'orlo della pre-allerta. Ieri la località più calda è stata ancora Grazzanise, in provincia di Caserta, dove la temperatura percepita si è fermata a 54 gradi, uno meno di giovedì. Tra le grandi città invece ha «vinto» Bologna con 45 gradi percepiti seguita a ruota da Napoli (43) e Roma (42).

Per la capitale, dati alla mano, l'ultima settimana è stata la più calda di sempre. Ma anche al nord non si scherza. Sul passo dello Stelvio, che con i suoi 2.757 metri è il più alto d'Italia, le scorte di neve sono ridotte a lumicino e da oggi l'attività sciistica sul ghiacciaio è sospesa. A Milano in sette giorni sono arrivate oltre 5.000 chiamate al numero verde anti-caldo, mentre giovedì un Frecciarossa partito dalla stazione Centrale e diretto a Bari è rimasto fermo un'ora e mezza alla stazione di Bologna per un guasto elettrico. Avvertiti dai viaggiatori, gli agenti della Polfer hanno dichiarato inagibili le carrozze e li hanno fatti scendere, tra stanchezza e nervosismo che solo in parte sono stati leniti dalla distribuzione di quasi 400 bottigliette d'acqua, succhi di frutta e merendine. Dopo aver scaricato i bagagli in attesa di un convoglio di riserva, il guasto è poi stato riparato e i malcapitati hanno potuto raggiungere la meta. Decisamente peggio è andata a un ambulante albanese di 34 anni e a un italiano di 70, stroncati dal caldo rispettivamente a Foggia e a Teramo.

Al centro-sud l'anticiclone «Lucifero» continuerà a imperversare fino a metà della settimana prossima, anche se già da lunedì le temperature inizieranno a calare di qualche grado. Al nord, invece, si dovrebbe poter tirare il fiato già da domani sera: è in arrivo un fronte temporalesco, e mai come questa volta sarà accolto con entusiasmo.