L'Italicum accelera Ma verso il voto segreto

Sulla legge elettorale Forza Italia, grillini e Sel promettono battaglia. I renziani: sarà un boomerang, a mezza opposizione la riforma va benissimo così

Lunedì inizia la settimana decisiva per l' Italicum . Sarà la settimana in cui la proposta di legge tornerà nell'aula di Montecitorio per il voto finale. Ma la settimana inizierà con un ostacolo tutt'altro che irrisorio da affrontare. Le opposizioni hanno infatti annunciato che presenteranno le pregiudiziali di costituzionalità sulla legge. «Chiederemo a norma di regolamento anche il voto segreto sulla pregiudiziale stessa» spiega il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta. Stessa cosa hanno già annunciato Sel e il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto, è soprattutto preoccupato dall'ipotesi voto di fiducia, ventilato dal ministro per i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi. «La fiducia sull'Italicum - afferma Scotto - rischia di segnare un punto di non ritorno nel rapporto tra governo, Parlamento e sindacati». Quindi lo stesso esponente di Sel rifiuta la soluzione effetto-causa immaginato dalla Boschi. Non è l'imposizione della fiducia a essere figlio del voto segreto. «Leggo molta malizia nelle parole del ministro Boschi. Il voto segreto è un diritto mentre la fiducia su una materia esclusivamente parlamentare è un fatto indicibile» replica Scotto che aggiunge sarcastico: «La Boschi vada a studiare i regolamenti parlamentari se non vuole passare come epigono di Scelba». Ancor più preoccupati si mostrano i deputati grillini. E non solo per il voto sull' Italicum ma per quanto possa accadere in seguito. Sul fatto che la legge passi non ha dubbi, a esempio, il deputato Danilo Toninelli. «Quelli della minoranza Pd alla fine voteranno secondo la linea del partito perché antepongono il posto da parlamentare al salvataggio dell'Italia dal piano accentratore di Renzi». E ammonisce i colleghi di tutte le opposizioni. «Il governo non cade se l' Italicum viene affossato. Al contrario - suggerisce Toninelli sulla sua pagina Facebook - cade se la legge viene approvata». Per Toninelli è solo questione di tempo. Renzi, secondo le intuizioni del grillino, potrebbe cogliere la palla al balzo per dare una chance al futuro Partito della Nazione. Un soggetto politico, peraltro, ampiamente bacchettato e stigmatizzato da Romano Prodi in un'intervista a Radio Popolare . «Questa cosa di un Partito della Nazione - conferma l'ex premier - non è l'idea di alcun Paese europeo ed è proprio il contrario di quanto immaginammo con l'Ulivo». Contro l'ipotesi avanzata dai Cinque Stelle interviene, però, Roberto Giachetti che esclude l'ipotesi di elezioni anticipate. E il suo collega di partito Giuseppe Lauricella va oltre, rigettando punto su punto tutti i dubbi, le paure ma anche le speranze dell'opposizione. «Con lo scrutinio segreto - spiega Lauricella, membro della Commissione affari costituzionali della Camera - almeno metà dei parlamentari di M5S, Forza Italia e piccoli partiti voterebbe per l' Italicum . Ai grillini piace il premio di lista anziché di coalizione, e poi la norma sui capilista bloccati fa gola ai parlamentari più in vista. Inoltre la soglia di sbarramento al 3% piace ai piccoli partiti». Lauricella evita solo di parlare di fiducia. Parola che non piace nemmeno agli alleati di governo. Da Scelta Civica a Ncd, tutti si irrigidiscono di fronte a questa ipotesi.

Motivi tecnici per opporsi alla fiducia li esprime anche il deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto: «Sarebbe una forzatura. Tanto più considerando che l' Italicum entrerà in vigore da luglio 2016 (e solo per la Camera) e la riforma del Senato, che vincola e determina la legge elettorale, non è conclusa».