Dopo liti e veti incrociati Forza Italia cerca la pace

Tensioni all'interno del cosiddetto "cerchio magico". Poi la schiarita: "Non è il momento delle divisioni"

F orza Italia sull'orlo di una crisi di nervi. Sarà forse l'apprensione per le sorti del suo leader o il nervosismo mai sopito per alcuni risultati elettorali; sta di fatto che nelle ultime ore s'è versata benzina sulla brace rovente che cova sotto la cenere di un partito scosso. Il risultato? Dei falò le cui fiamme arrivano a scottare anche i big azzurri; anche il cosiddetto «cerchio magico», ossia le persone da anni più vicine a Berlusconi. Un cerchio che forse per la prima volta mostra i suoi angoli, smentendo la vulgata di un pool che agisce e pensa sempre e comunque come un monolite.

A dar fuoco alle polveri - raccontano tutti i presenti all'ufficio di presidenza di mercoledì - è uno sfogo di Paolo Romani, capogruppo al Senato, che durante la riunione non esita ad attaccare Mariarosaria Rossi, tesoriera del partito ma soprattutto potente consigliora del Cavaliere. La sua relazione non viene votata. Un colpo per la Rossi. Romani, spalleggiato da Altero Matteoli (forse il più duro di tutti sullo stato del partito, ndr.) mette il dito nella piaga: lamenta poca collegialità ma soprattutto critica le ultime scelte politiche, in primis quella di far spendere oltremodo il Cavaliere per la partita di Roma, giudicata per altro molto in salita con l'appoggio a Marchini. Sullo sfondo, non piace lo strapotere che ha acquistato Mariarosaria: la firma ce l'ha lei. Ergo decide lei chi entra ed esce dalle liste. Insomma, un attacco quasi frontale alla generalissima.

La quale s'è difesa con le unghie e con i denti, sottolineando di avere ancora la piena fiducia di Berlusconi. Qualcuno racconta che il Cavaliere, già in ospedale, l'abbia rassicurata: finché ci sono io ci sarai anche tu. Ma oltre a difendersi è andata pure al contrattacco, rispedendo al mittente l'accusa di aver in qualche modo condizionato la scelta di Berlusconi di appoggiare Marchini a Roma. Il suo ragionamento: ma che c'entro io con Marchini? Io ero per rimanere su Bertolaso senza se e senza ma; e proprio come extrema ratio, appoggiare Meloni. Chi ha spinto per convergere su Marchini sarebbe stato l'asse Bergamini-Ardesi, spalleggiato da alcuni big romani di Forza Italia. Insomma, veleni e rancori mica tanto sopiti che sgorgano tra le truppe azzurre, particolarmente scosse per la salute del leader.

Raccontano anche, però, che nelle ultime ore il clima sia migliorato e che si addebitino gli sfoghi a un'eccessiva ansia che ha colto tutti quanti per la salute del leader. Di sicuro, invece, c'è chi lamenta l'inopportunità di scannarsi proprio mentre il capo è sotto i ferri. «Inaccettabili liti interne a Forza Italia nel giorno della terapia intensiva di Berlusconi. Sarebbe opportuno buon senso e umanità», s'indigna Nunzia De Girolamo. «Ieri Berlusconi supera un intervento al cuore delicatissimo e Forza Italia non riesce a superare le divisioni e le liti interne», le fa eco Renata Polverini.

Di fatto il Cavaliere non ha mai nascosto di non gradire liti, distinguo e ripicche. E proprio prima di varcare la porta della sala operatoria ha raccomandato alla compagna Francesca Pascale: «Restate uniti. Siete importanti per me, non fatevi prendere dalle divisioni, dalle gelosie». Un buon padre di famiglia.

Già, la famiglia. I figli in queste ore pensano soltanto alla salute di papà e vedono il partito come un'entità che dovrebbe restare distante e possibilmente muta. Questione di eleganza.

Ma il circo della politica non chiude mai ed è possibile che lo stesso Cavaliere pretenda di rientrarci quando le condizioni cliniche glielo permetteranno. Intanto incassa gli auguri bipartisan, balsamo per l'umore. Il premier Renzi, per esempio, in conferenza stampa gli augura «pronta guarigione sperando che tutto sia andato come dicono i medici quindi bene. Un grande in bocca al lupo e abbraccio da tutti noi».

Commenti

Keplero17

Gio, 16/06/2016 - 11:35

A Roma Berlusconi ha sbagliato. Non si trattava di scegliere un esponente di questo o quel partito, ma quello più forte e a Roma quello più forte era la Meloni, altrove poteva benissimo essere un esponente di forza italia, ma non a Roma.