"ll terrorismo favorirà i populismi"

Secondo Francesco D'Arrigo, direttore dell'Istituto Italiano Studi Strategici, l'Isis sta raggiungendo il suo scopo di “trasformare la lotta contro il terrorismo in guerra di civiltà” e "alla fine le popolazioni si stancano e la paura ti spinge a esprimere voti che altrimenti non esprimeresti”.

Uno degli arresti durante il blitz anti-terrorismo di giovedì in diverse località della Germania

“Sicuramente siamo di fronte al fallimento dell'intelligence belga. Non possiamo dire che non funziona l'intelligence a livello europeo ma sicuramente possiamo dire che non funziona e non ha funzionato a Bruxelles”. Francesco D'Arrigo, direttore dell'Istituto Italiano Studi Strategici, analizza su Affaritaliani.it le lacune della politica e dell’intelligence europea.

D’Arrigo dice che “non è rimasto nulla” del piano con cui i Paesi europei intendevano unificare i loro servizi segreti per contrastare il terrorismo. “Si trattava solo di annunci retorici, parole di facciata buone per i giornali”, attacca l’esperto. "Tutti dicono ‘collaboriamo’ ma poi - spiega D’Arrigo - si guarda solo ai propri interessi che non sono nemmeno nazionali ma politici di parte. Con le elezioni in vista e i partiti estremisti che gli mettono il fiato sul collo i leader politici europei sono spinti a fare scelte poco lungimiranti”. D’Arrigo spiega, poi, che in Belgio “la sottovalutazione dei leader europei ha permesso a vari gruppi di fanatici islamisti di organizzarsi e di preparare altri attentati”.

L’esperto definisce quella di ieri un’operazione “di tipo militare” che è stata “coordinata e progettata in maniera accurata con sopralluoghi, comunicazioni, scambio di armi ed esplosivi” e perciò è allucinante che tutti questi segnali non siano stati minimamente captati dalle forze di sicurezza in uno stato di allerta 2”. “La cosa più incredibile è che siano stati colpiti luoghi sensibili di una città già in allerta dopo la cattura di Salah”, dice l’esperto secondo cui è psicologicamente devastante “il fatto che siano riusciti ad attaccare un aeroporto internazionale come quello di Bruxelles”. “Posso capire – continua D’Arrigo - che non si possa prevedere che uno si faccia saltare in piazza. Lì davvero è impossibile da prevedere. Ma non è accettabile che dei personaggi arrivino in un aeroporto internazionale con la valigia piena di tritolo ed entrino indisturbati”.

Secondo D’Arrigo i leader europei non riescono a capire che è in atto una vera e propria guerra e tutto questo immobilismo può soltanto favorire i populismi. “Ora i movimenti populisti di tutto il continente alzeranno ancora di più la voce sulla necessità di chiudere le frontiere e tutto il resto, approfittando di questi eventi per mettere pressione ai governi e racimolare voti”, commenta D’Arrigo che fa l’esempio di Trump che vola alle primarie Usa grazie alla paura di nuovi attentati. Paura che in Europa può segnare “la marcia funebre della libertà di movimento e di Schengen”. Tutto questo consente all’Isis di raggiungere il suo scopo, ossia “trasformare la lotta contro il terrorismo in guerra di civiltà”.“Alla fine le popolazioni si stancano e la paura ti spinge a esprimere voti che altrimenti non esprimeresti”, conclude D’Arrigo.

Commenti

buri

Gio, 24/03/2016 - 11:14

è inutile aspettare dall'UE una reazione adeguata alla gravità della situazione, che possiamo sperare da un branco di burocrati impegnati a redigere volumi interi di regolmenti il più delle volte assurdi e dannosi per l'economia e poi un baraccone in mano a bamchieri e ragionieri

Maver

Gio, 24/03/2016 - 15:45

Il Politicamente corretto impone agli europei di classificare quel naturale e spontaneo senso di difesa (comune a tutti i popoli): della propria persona, dei propri affetti, del propria città, della propria Nazione, minacciati da un soggetto estraneo (determinato a colpire), come populismo. Sino a che non sarà ripristinata la legittimità della difesa questo suffisso avrà la funzione di fomentare implicitamete i più svariati sensi di colpa.