L'odissea burocratica degli italiani all'estero per la cittadinanza

Spese e tempi biblici per lo ius sanguinis ai discendenti dei nostri connazionali

Il dibattito sullo ius soli, seppur altalenante, continua a essere al centro dello scontro politico tant'è che nel marasma delle chiacchiere, portate avanti soprattutto dal fronte del sì, si stia perdendo il fulcro del problema. Ovvero il giusto equilibrio tra la nostra società e quella degli stranieri immigrati, sia in termini di numeri attuali che di prole futura. E in questo ambito la cosiddetta immigrazione di ritorno degli stessi italiani che vorrebbero rientrare nel proprio Paese, favorirebbe questo equilibrio.

Inevitabile però che, se si volesse approvare una legge che faccia il paio con lo ius soli, si dovrebbe rimodulare anche quella dello ius sanguinis attualmente in vigore (legge 91 del 1992) e renderla più agile e confacente a chi per l'orgoglio delle proprie origini vuole vedersi riconosciuta la stessa cittadinanza degli antenati. Ma il percorso per ottenere la cittadinanza italiana, benché ampiamente regolamentato, è ostacolato da decine di cavilli e codicilli che inevitabilmente si vanno a risolvere con un ricorso in giudizio contro il nostro ministero dell'Interno.

Nei fatti, gli oriundi nati all'estero da avi italiani e che, nell'arco della loro vita non hanno rinunciato alla cittadinanza di origine, nel momento in cui invocano il riconoscimento iure sanguinis (ossia per diritto di sangue) della nazionalità, sono guardati sempre con sospetto. Insomma mentre si vorrebbe approvare lo ius soli a colpi di fiducia un diritto assodato e inalienabile come lo ius sanguinis diventa difficile da comprovare perché la madrepatria non si mostra così aperta e ospitale, con il proprio discendente, come vorrebbe apparire invece con il migrante. I nipoti e i pronipoti dei nostri avi spesso devono ricorrere alla giustizia ordinaria per chiedere la cittadinanza con tempi che vanno da 1 a 3 anni; spese per documenti da 1.500 a 2.000 euro più il costo impegnativo delle traduzioni. Oltre a eventuali spese per affitto e oneri per il permesso di soggiorno in piena regola fino a chiedere la residenza. Infatti solo dopo che si sarà compiuto l'intero percorso allora si può ricorrere al tribunale o al Comune di residenza.

Diversamente con lo ius soli un cittadino magrebino, congolese, senegalese o sudamericano ci metterebbe meno a diventare italiano di un qualsiasi discendente di nonno Beppe che negli anni '30, valigia di cartone serrata stretta con lo spago e qualche chiodino, ha attraversato l'oceano, il Mediterraneo o varcato le Alpi. Senza valutare che al migrante l'iter procedurale non costa nulla: gli viene concesso l'interprete, il mediatore culturale, l'avvocato per la domanda di asilo e l'avvocato per il ricorso a un eventuale diniego. E ovviamente ospitalità gratuita. Però, malgrado l'odissea, l'orgoglio italico tiene duro tant'è che le acquisizioni di cittadinanza sono in forte crescita, da poco più di 56mila del 2011 siamo arrivati a 178mila del 2015 (dati Istat). Inoltre la metà di questi neo-italiani hanno meno di 30 anni. Degli emigrati italiani nati all'estero, uno su tre è nato negli Stati Uniti (circa 8mila, dove a oggi ci sono 30 milioni di italiani), il 23 per cento in uno dei paesi dell'Unione europea, il 18 in Africa, il 14 in un altro Paese europeo fuori dalla Ue, e l'11 in Asia. Ed è a loro che non si può negare la ricerca e l'acquisizione delle proprie radici.

Commenti
Ritratto di elio2

elio2

Dom, 19/11/2017 - 09:13

E' normale che cerchino in ogni modo di rallentare la cittadinanza ai discendenti degli Italiani esteri, le coop rosse e le false onlus clericali da quella parte NON ci guadagnano niente.

Ritratto di hardcock

hardcock

Dom, 19/11/2017 - 09:26

ma davvero pensate che una persona sana di mente interessi la cittadinanza di una terra che si chiamerà islamia? Gli spaghetti e la pizza si mangiano anche all'estero. Ricordate Scipione? Ingrata patria non avrai le mie ossa. Molice Linyi Shandong China

Tommaso_ve

Dom, 19/11/2017 - 09:54

Il motivo di tutto ciò? Semplice: la platea dello ius soli è a maggioranza di sinistra quella dello ius sanguinis di destra. Detto questo, si capisce il motivo di tanta insensatezza.

Klotz1960

Dom, 19/11/2017 - 11:13

Ottimo articolo, che evidenzia l'oppressione dei cattocomunisti. Non gli basta distruggere l'Italia, devono anche umiliare gli Italiani. E' che il povero extracomunitario privo di tutto garantisce obbedienza, l' italiano con appena qualche mezzo invece no. Appunto Bergoglio dice che " i poveri sono il nostro mezzo per andare in Paradiso". Non si rende nemmeno conto del livello di arroganza - da buon gesuita qual'e', il fine giustifica i mezzi. Non a caso i Gesuiti sono stati espulsi da mezza Europa ed il loro ordine sciolto per decenni.

Giorgio Colomba

Dom, 19/11/2017 - 11:19

Gli altri paesi - beati loro - mica hanno covato in seno la serpe del più strutturato partito comunista d'Occidente.

erminio

Dom, 19/11/2017 - 11:21

E' normale che cerchino in ogni modo di rallentare la cittadinanza ai discendenti degli Italiani esteri, le coop rosse e le false onlus clericali da quella parte NON ci guadagnano niente.(ELIO 2) . Condivido . Aggiungerei che a loro fa paura la cultura che questi discendenti del popolo italico portano nel DNA.

Ritratto di elkid

elkid

Dom, 19/11/2017 - 11:50

----ma perchè il migrante ci mette meno tempo??---ma questa giornalista si è resa conto della stupidata che ha detto??---la proposta di legge la conosce??---c'è un limite anche alla propaganda----bisogna saperla fare-----

Ritratto di Daniele Milan

Anonimo (non verificato)

diwa130

Dom, 19/11/2017 - 12:58

Lei ha colto proprio nel segno. Vivo in USA da molti anni e ho conosciuto decine di persone che vorrebbero riavere la loro cittadinanza italiana sia per se' che per i propri figli. C'e' un grande interesse verso l'Italia, soprattutto in prospettiva Europea, per garantire ai propri figli non solo il ritrovo delle loro radici, ma anche più' opportunità' nell'Unione, che viene percepita (a ragione), come un area con diritti sociali ed opportunità' che in America non si sono mai avute. I ragazzi americani viaggiano di più' dei genitori, sono meno isolati, e guardano all'Europa ed all'Italia con grande ammirazione e curiosità'. I nostri consolati sono pessimi (a cominciare da quello di NY), tempi lunghissimi per qualunque cosa ed il percorso per la cittadinanza e' pieno di ostacoli. CI sono alcune agenzie che facilitano il compito, tuttavia i tempi di attesa sono veramente lunghi.

Celcap

Dom, 19/11/2017 - 13:27

Facessero tutti domanda per avere la nazionalità italiana e anche per tornare in Italia (magari!) così vedremo cosa succede. La sinistra sarebbe capace di rifiutare questi perché lo riterrebbe sospetti. Ci sarebbe da ridere a vedere come finirebbe.

effecal

Dom, 19/11/2017 - 13:47

L ' itaglia agli itagliani, il pd ai pdioti.

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navigatore

Dom, 19/11/2017 - 13:58

´molto chiaro ed evidente,ostacolare al massimo tali richieste in quanto non saranno voti certi per il PD e compagni e questo e´cosa non gradita ai compagni

Ritratto di navigatore

navigatore

Dom, 19/11/2017 - 13:59

meno italiani in italia che non votano a sinistra meglio e´, tipico sistema comunista

Franz Canadese

Dom, 19/11/2017 - 14:13

Desidero precisare che certi Consolati Ita all'estero funzionano (Toronto, esperienza diretta). Comunque, per migliorare la situazione basterebbe cancellare l'obbligo di traduzione per documenti in originale in Inglese, Francese e Spagnolo (per esempio) nei paesi in cui questa lingua e' la lingua ufficiale. Mi chiedo perche' vada tradotto dall'inglese all'italiano il documento canadese di nascita, se la pratica viene elaborata in Canada, un paese in cui l'inglese e' la lingua nazionale. Spin: il dipendente del consolato parla benissimo l'inglese. Questo e' solo un piccolo esempio; purtroppo noi (italiani all'estero iscritti AIRE) non siamo - secondo costoro - figli d'Italia. Non votiamo necessariamente a sinistra.

Ritratto di alex274

alex274

Dom, 19/11/2017 - 14:32

Per forza creano difficoltà per lo ius sanguinis: non sono persone che voteranno a sinistra.

Annaclelia

Dom, 19/11/2017 - 14:54

La legge dello "jus sanguinis" risale al 1912 e permette al discendente di un cittadino di ottenere la cittadinanza italiana sempreche'l'antenato non abbia acquisito una cittadinanza straniera fino alla nascita dei discendenti.Dal 1948 questo e' valido anche per le cittadine.Le ultime modifiche risalgono al 1991/2 quindi non hanno nulla a che vedere con questo governo. Il costo della documentazione richiesta e' dovuto a tutti I certificati di stato civile necessari per comprovare il diritto con relative traduzioni. Questa legge andrebbe modificata specificando un numero limitato delle generazioni a cui si puo' risalire per non avere nuovi cittadini solo in cerca di in passaporto europeo che a malapena sanno dov'e' l'Italia.

Yossi0

Dom, 19/11/2017 - 16:33

gli oriundi non percepiscono aiuti tramite intermediari, coop caritas onlus parrocchie ecc..., quindi non lasciano attaccati alle mani degli intermediari la pecunia .... per cui si arrangino pagandosi le spese visto che vogliono diventare italiani a tutti gli effetti, tralascio il discorso delle case altro punto di lucro per le associazioni cosidette benefiche.