L'officina del potere che ha sfornato premier e presidenti

Da Pertini a Spadolini, fino al professor Conte. Così l'ateneo di Firenze produce uomini di Stato

Lagorio con Pertini nel 1981

Macché Bocconi, Sapienza o Normale. È l'ateneo di Firenze quello che di più nella sua storia ha sfornato presidenti, premier e magistrati. È facile immaginarlo se pensiamo che quella Università affonda le sue radici nel 1321, quando nacque lo Studium Generale, seme creatore dell'Università di Firenze. E tra le prime materie insegnate figurava proprio Giurisprudenza, la facoltà che ha partorito anche l'ultimo premier incaricato, l'avvocato Giuseppe Conte.

Prima di lui però è lunga la lista dei laureati e docenti eccellenti, sia di quella facoltà, che dell'intero ateneo. La direttrice del dipartimento di Scienze giuridiche nel quale insegna Conte, Patrizia Giunti, cammina a un metro da terra, sapendo che il futuro premier ha la stanza al piano sopra il suo: «È l'ennesimo esempio di quanto questa scuola giuridica abbia espresso personalità di alto prestigio: giudici costituzionali e presidenti. È la Cambridge italiana». Un duplice orgoglio per lei, dato che insegna diritto romano nella stessa Università nella quale quella cattedra è stata ricoperta prima di lei dal padre costituente e sindaco di Firenze Giorgio La Pira, ordinario nel 1934.

Un'officina del potere dove hanno studiato e insegnato i personaggi più illustri di questo Paese. Da Giurisprudenza sono usciti, per esempio, due presidenti della Corte costituzionale. Ugo De Siervo, ordinario di diritto costituzionale a Firenze (la sua stanza è al piano inferiore rispetto a quella di Conte) e giudice della Consulta dal 2002 al 2011 di cui è stato anche presidente. Allievo di Paolo Barile, ministro dei Rapporti con il Parlamento nel governo Ciampi, che a sua volta ha avuto come maestro Piero Calamandrei (già rettore dell'ateneo fiorentino), altro padre costituente e professore di diritto processuale civile a Firenze fino alla morte nel 1956. L'altro presidente della Corte costituzionale fino al febbraio scorso è stato il fiorentino Paolo Grossi, docente di storia del diritto italiano a Firenze dal 1966.

Poi c'è la professoressa di diritto del lavoro Silvana Sciarra, giudice costituzionale in carica dal novembre 2014 (la prima donna ad essere stata eletta dal Parlamento in seduta comune). Dalle aule di Giurisprudenza di Firenze è passato anche Enzo Cheli, giudice della Corte costituzionale dal 1987 al 1995 e vice presidente della stessa. Anche lui allievo di Barile, è stato docente di diritto costituzionale per 28 anni.

Se poi sbirciamo anche nelle altre due vicine facoltà, Scienze Politiche ed Economia, la lista dei nomi illustri si allunga considerevolmente. Da Economia, l'Università di Firenze ha sfornato l'ex presidente del consiglio Lamberto Dini e l'attuale presidente della Bce Mario Draghi che ci ha insegnato economia e politica monetaria negli anni Ottanta. Dalla Cesare Alfieri, invece, sono usciti nomi come l'ex presidente della Repubblica Sandro Pertini che ci si è laureato nel 1924 e l'ex presidente del Consiglio e del Senato Giovanni Spadolini che ci ha insegnato Storia contemporanea. Sono usciti da Firenze anche magistrati del calibro di Francesco Saverio Borrelli e Pier Luigi Vigna e importanti docenti come Antonio Cassese, presidente del tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia, il politologo Giovanni Sartori e gli ex ministri Giuliano Urbani e Domenico Fisichella.

Poi però ci si sono laureati anche Matteo Renzi, Luca Lotti, Francesco Bonifazi, Maria Elena Boschi e Dario Nardella.