Lombardi fa la Casta per aiutare il figlio a scuola

La parlamentare M5S utilizza la carta intestata della Camera per motivi personali: è bufera

«Lei non sa chi sono io». Per metterlo in chiaro, l'onorevole grillina ha preso carta (intestata Camera dei Deputati, noblesse oblige) e penna e scritto una severa ingiunzione ai vertici amministrativi e didattici del Terzo Municipio di Roma, per sollecitare immediati interventi e migliorie in una struttura scolastica. Quale? Quella dove va suo figlio, ovviamente, e - guarda un po' - dove va anche il figlio di un collega grillino.

Tutto questo cade sulla Raggi alla vigilia del ballottaggio a Roma. Lasciati a sé stessi, quando sfuggono dal rigido controllo d'immagine della Casaleggio e Associati, ai Cinque Stelle cade in fretta la maschera dei virtuosi castigatori di costumi. C'è da capirli: sono da poco approdati nella vituperata (ma in fondo evidentemente piacevole) Casta, e ogni tanto strafanno. Come appunto ha strafatto l'onorevole Roberta Lombardi. Chi?, direte voi. La prima capogruppo grillina (i Cinque Stelle cambiano più spesso i capigruppo che i calzini), quella che, durante il tragico confronto streaming con Bersani, sembrava la governante cattiva del catalettico Vito Crimi. Oggi la Lombardi, con un nuovo look miracolosamente ringiovanito e migliorato da estetisti e parrucchieri, è una delle potenze romane dei Cinque Stelle. Nelle faide interne al partito dell'ex comico, si è distinta nei mesi scorsi come feroce oppositrice della candidatura di Virginia Raggi, selezionata dalla Casaleggio. Lei ha spinto fino all'ultimo perché l'aspirante sindaco grillino per Roma fosse il suo pupillo e compagno di corrente Marcello De Vito, già candidato alle comunali del 2013. E, guarda caso, è proprio De Vito ad avere la figlia nella stessa scuola presa di mira dalla deputata con il suo pressing su carta intestata. Lo scontro interno sulla candidatura Raggi è stato chiuso, con la promessa di un ruolo importante per De Vito (che potrebbe diventare vice sindaco o presidente del Consiglio comunale capitolino), e la Lombardi è riuscita ad entrare nel «direttorio» che presidia e guida i passi malcerti dell'inesperta Raggi, e che rappresenta tutte le correnti interne.

La notizia del passo falso e della lettera d'ingiunzione alla scuola del figlio, scovata ieri da un cronista del Messaggero, ha fatto rumore e difficilmente ha contribuito alla pax interna ai Cinque Stelle, irritando i nemici della Lombardi (l'area capeggiata dall'ineffabile Di Battista e da Paola Taverna, quella che vuole «posporre le Olimpiadi»). Il Pd si è ovviamente buttato a pesce sulla poco edificante vicenda. «Ma non eravate quelli contro la Casta? Certo, in tv è facile. La realtà è un'altra cosa», infierisce il senatore Stefano Esposito. «Non erano metodi da cui il M5S ha sempre preso le distanze? E il solitamente loquace direttorio non ha niente da dire?», chiede Francesca Puglisi. Ma al cuore (di mamma) non si comanda.

LCes