L'ombra dell'indagine sul sindaco in bilico Grillo: "Avanti con lei"

Il leader commissaria Virginia: «Ha sbagliato, ora basta». Spunta l'ipotesi del voto a maggio

Nel caos capitolino è difficile capire se sia Virginia Raggi a non riconoscersi più nel Movimento 5 Stelle, o il Movimento a non riconoscersi più in lei. Di certo i rapporti tra Beppe Grillo e la sindaca di Roma hanno ormai raggiunto il minimo storico, la giunta è appesa a un filo, la tensione è al livello di guardia e i grillini attendono con il fiato sospeso esiti e conseguenze di un terremoto che rischia di travolgere la speranza del grande salto alla guida del Paese nelle prossime elezioni politiche.

Solo in tarda serata Beppe Grillo si pronuncia sul suo blog: «Roma va avanti con Virginia Raggi sindaco del MoVimento 5 Stelle. Sono stati fatti degli errori che Virginia ha riconosciuto: si è fidata delle persone più sbagliate del mondo. Da oggi si cambia marcia». E aggiunge: «Governare Roma è più difficile di governare il Paese». C'è lo spettro di un avviso di garanzia al sindaco e allora avverte: «A breve defineremo un codice etico che regola il comportamento degli eletti in caso di procedimenti giudiziari». Conclusione (per il suo popolo): «Mettiamo la barra a dritta e avanti tutta».

Invece in Campidoglio gli umori sono contrastanti e già ci si esercita nella conta dei consiglieri. Quelli schierati a favore del rompete le righe sono i cosiddetti «lombardiani», dieci-dodici consiglieri considerati vicini a Roberta Lombardi, convinti che non si possa cedere a compromessi. Quindi dimissioni, o autosospensione del sindaco o ritiro del simbolo M5S che farebbe da preludio alla sfiducia in aula Giulio Cesare. Oppure - e questa è la via scelta - l'azzeramento del cosiddetto «raggio magico», con il siluramento del capo segreteria Salvatore Romeo, il trasferimento ad altro incarico di Renato Marra (fratello di Raffaele) promosso alla direzione del Turismo, e il ridimensionamento del vicesindaco Daniele Frongia che conserverebbe il solo incarico di assessore allo Sport. Un modo per salvare il salvabile, una mediazione per dare l'idea di un nuovo inizio e puntare sull'azione lenitiva del tempo.

In ogni caso è evidente che Virginia Raggi va incontro a un ridimensionamento o a un commissariamento, tanto più se dovesse arrivare un avviso di garanzia per le procedure utilizzate per le nomine. L'altro elemento è che Grillo ha fretta, vuole uscire dall'assedio ed evitare che il caso Raggi diventi del tutto simile al caso Marino, il suo predecessore rimasto per mesi in bilico sull'orlo del baratro. Insomma bisogna fare presto ed evitare una lunga agonia che impedisca al Movimento di sfruttare l'onda lunga post-referendaria. Quindi avanti con una sorta di «Raggi-bis» di cui bisognerà valutare nel tempo l'opportunità.

Di certo il Movimento 5 Stelle non ha problemi di numeri in aula con i suoi 29 consiglieri, ma sia il Pd che Fratelli d'Italia più i due consiglieri della Lista Marchini sarebbero ben contenti di una zoppicante sopravvivenza della Raggi, potendo così contare su un sindaco depotenziato e indebolito dalla difesa a oltranza di Marra fino al suo arresto, esposto alla polemica e agli spifferi giudiziari, oltre che ai regolamenti di conti interni al Movimento. Una consiliatura debole che consentirebbe alle forze politiche di impallinare il falso mito della diversità grillina e impugnare l'argomento del «poltronismo», in una nemesi storica fin troppo prevedibile. Reggerà? Difficile dirlo perché nessuno in Campidoglio si sente di escludere un ritorno alle urne. La data più probabile? Maggio 2017, a dar retta agli spifferi. Tanto più dopo un accordo come quello raggiunto ieri il cui significato o il suo sottofondo sonoro risuonerebbe e si riassumerebbe più che nel classico «onestà, onestà», in un inedito «mediazione, mediazione».

Commenti

lento

Dom, 18/12/2016 - 09:00

Grillo crede nelle potenzialita' delle orecchie di questa cosa curiosa !

honhil

Dom, 18/12/2016 - 09:17

"Non ci fermeranno con avvisi di garanzia", dice Grillo. Ovvero della serie le inversione a U del M5S. Sono gli altri che, al semplice sussurro di una diceria, debbono dimettersi. Per loro invece è d’obbligo resistere. Come diceva quella tal toga da Milano.

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ellebor0

Dom, 18/12/2016 - 09:35

L’ostinazione della Raggi, a difesa degli indifendibili, è così sbalorditiva da non poter essere definita un errore. Se ha sbagliato tutte le sue nomine allora anche Grillo ha sbagliato a nominare lei. Il marasma targato 5* evidenzia il limite dei criteri di scelta dei loro peones, dal fango primordiale del web hanno cavato nessun Adamo e nessuna Eva in grado di trasformare le città in quel "Paradiso Terrestre" promesso in campagna elettorale. Che le situazioni amministrative fossero critiche lo sapevano fin dall'inizio, non possono quindi usarle come scusanti del loro immobilismo e incapacità. Avrebbero DOVUTO invece studiare meglio e preparare in ANTICIPO i responsabili e il programma d'azione da far realizzare a quella giunta NUMEROSA comparsa nel video della Raggi, una penosa fotocopia dell'Ultima Cena di Leonardo. I falsi rivoluzionari alla Robespierre alla fine salgono sulla ghigliottina da loro stessi approntata.

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Memphis35

Dom, 18/12/2016 - 10:28

Un movimento che si candida a governare un paese (anche se delle banane, come questo) dovrebbe, quantomeno, garantire un minimo di competenza in campo amministrativo e legale. Ma questa è un congrega goliardica che ha scippato agli Italiani la protesta per condurla sul binario morto dell'inconcludenza e della retorica levogira. In una parola: il deserto dei Tartari.

fcf

Dom, 18/12/2016 - 10:36

Quando un comico non riesce più a far ridere, fa solo piangere e combina guai.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 18/12/2016 - 10:45

Poveri romani, con le ultime giunte hanno visto proprio di tutto.

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ampeyp

Dom, 18/12/2016 - 15:10

L'informazione non sta dando il dovuto risalto al fatto che la Raggi per essere eletta ha sottoscritto un CONTRATTO, con tanto di penale vessatoria (180.000 eur?), con la Casaleggio Associati & Co. Spero che ora gli illusi che hanno votato M5S, anche in buona fede, si rendano conto che non hanno votato per un candidato ma per una associazione massonica o chissà che cosa, e non certo per l'interesse pubblico. In altri tempi ciò sarebbe bastato per mandarli al muro per alto tradimento (della Patria, ovviamente). La democrazia, per loro fortuna, è tutt'altra cosa Inorridisco all'idea che questi possano vincere altre elezioni cavalcando l'onda di malcontento dilagante tra gli italiani, che, purtroppo, non sanno più a che santo votarsi In questo il cdx non è meno esente da colpe del csx per non aver saputo costruire una alternativa a questi furboni opportunisti