Londra cerca di salvare la corona della regina Vittoria

Dono del marito alla sovrana, è da tempo finita in mano a un privato. Si cerca un acquirente milionario

Londra - Divieto d'espatrio per i gioielli delle sovrane inglesi. Anche per quelli che non sono esposti alla Torre di Londra. È il caso del diadema di nozze della Regina Vittoria, valutato cinque milioni di sterline e messo in vendita dall'attuale proprietario che però finora non ha trovato nessun cittadino britannico disposto a sborsare una simile cifra e ha quindi deciso di offrire il prezioso cimelio sul mercato estero. La Commissione governativa per l'esportazione delle opere d'arte e d'interesse culturale ha deciso di vietare la vendita, nel disperato tentativo di tenere in patria l'antico gioiello. Il divieto rimarrà valido fino al 27 dicembre e potrebbe venir esteso fino al prossimo 27 giugno nel caso in cui si facesse avanti un compratore inglese disposto a sborsare un milione di sterline in più rispetto al prezzo iniziale, ipotesi giudicata piuttosto improbabile visti i tempi che corrono.

È una storia amara quella di questa corona, disegnata dallo stesso principe Alberto insieme ad una spilla che richiama lo stesso motivo e regalata alla futura moglie il giorno prima delle loro nozze. Il gioiello, adornato da zaffiri e diamanti, fu realizzato nel 1842 dal gioielliere Joseph Kitching al costo di 415 sterline. Gli undici zaffiri e le altre gemme utilizzate per la corona provenivano da altri preziosi che erano stati donati alla stessa Victoria dallo zio e predecessore Guglielmo IV e dalla Regina Adelaide. Il diadema fu uno dei gioielli più amati da Victoria, che lo indossa anche in un famoso ritratto realizzato dal pittore Franz Xaver Winterhalter. Sarà anche l'unico gioiello che la sovrana sarà disposta a portare nel 1866, alla cerimonia d'apertura del Parlamento, la sua prima uscita pubblica dopo la morte dell'amatissimo marito avvenuta nel 1861.

Ci si aspetta che un oggetto così amato rimanga per sempre nel patrimonio culturale del suo Paese, invece le cose non sono andate così. Il diadema fu infatti regalato da Giorgio V e dalla Regina Mary alla principessa Mary che l'ebbe in dono in occasione del suo matrimonio nel 1922 con il Visconte Lascelles. Le cronache dell'epoca non chiariscono i motivi che indussero la principessa a disfarsi della corona che fu venduta ad un antiquario londinese e finì poi nelle mani del proprietario attuale. Non essendo parte dei gioielli della Corona come altri appartenuti alla Regina Vittoria, non esistevano impedimenti legali alla vendita del diadema, che ora rischia persino di finire nelle mani di qualche ricco collezionista estero. Il governo ha fatto quel che è in suo potere per impedire che ciò accada, ma il divieto d'esportazione è temporaneo. «Questo diadema evoca il gusto romantico dell'epoca e il modello è divenuto familiare attraverso le sue numerose riproduzioni - ha spiegato Philippa Glanville, membro della Commissione per l'esportazione all'estero delle opere d'arte -. Sarebbe una grande perdita vederlo lasciare il Paese».

Concorda sul punto anche il ministro della Cultura Hancock che si augura di essere in grado di mantenere il gioiello nel Regno Unito «e di poterlo esporre in pubblico negli anni a venire». Quasi un invito all'acquisto fatto alla Famiglia Reale che potrebbe farsi avanti, riscattare il diadema e restituirgli il posto che merita tra i gioielli della Corona. Per ora però il Palazzo non ha risposto all'appello. E del resto è risaputo, la Regina ai gioielli preferisce i cani.

Commenti

Zizzigo

Lun, 29/08/2016 - 11:01

"la Regina ai gioielli preferisce i cani" e fa molto bene! Nessun gioiello può sostituire un cane, tranne che nell'animo di alcuni poveri di spirito.