Londra, preso l'attentatore «Fa parte di una cellula»

Arrestato un 18enne: stava scappando verso Calais Blitz della polizia, evacuato un sobborgo di Londra

Ottanta chilometri separano Dover da Calais, le bianche scogliere dalla giungla dove immigrati più o meno regolari vivono mescolati agli jihadisti. Ed è proprio a Dover, nella zona portuale, che ieri mattina la polizia britannica ha arrestato un giovane di 18 anni. Gli inquirenti non hanno dubbi: è l'attentatore che ha provato a far saltare in aria venerdì mattina un treno della metropolitana londinese alla stazione di Parsons Green. Per fortuna la deflagrazione dell'ordigno rudimentale ha provocato il ferimento lieve di 29 persone. Il 18enne stava cercando di attraversare la Manica e raggiungere Calais, dove avrebbe probabilmente ottenuto protezione e rifugio da qualche complice della sterminata giungla. Polizia britannica e francese lavorano in queste ore a stretto contatto. Non viene considerato un caso che lo scorso 9 luglio anche Hamou Belantreche, l'algerino che a bordo di una Bmw travolse un gruppo di sei militari del 35mo reggimento di fanteria, stesse cercando di rifugiarsi a Calais, prima di essere intercettato e bloccato in autostrada dalla polizia.

In merito al ragazzo di Dover Scotland Yard parla di «arresto significativo». Il numero due Neil Basu ha aggiunto che «a dispetto dei progressi nelle indagini, lo stato di allerta resta critico. L'arrestato è stato trasferito a Londra per essere preso in custodia in una stazione della Metropolitan Police nella zona sud della capitale britannica».

Le criticità di cui parla Basu riguardano il timore concreto di nuovi attentati. Per far fronte alla minaccia ha preso il via sabato mattina l'operazione Tempora, annunciata dal premier Theresa May. Sono centinaia i militari britannici dispiegati a protezione di obiettivi sensibili, mentre in parallelo è stato innalzato a «critico» il livello di allerta nazionale, che presuppone minacce d'altri attacchi imminenti. Sono state inoltre alleggerite le incombenze della polizia per dirottare un migliaio di agenti su operazioni investigative per rintracciare i complici dell'uomo che ha piazzato l'ordigno sul treno. Vengono setacciate, fotogramma per fotogramma, le immagini delle telecamere a circuito chiuso disseminate nelle stazioni della metropolitana londinese, per tracciare i movimenti di un individuo sospetto identificato e in stato di fermo già poche ore dopo l'attentato.

Sulle indagini è intervenuta anche la ministra dell'Interno Amber Rudd, che ha commentato le rivendicazioni dell'Isis. I jihadisti del Califfato avevano riferimento alla presunta azione di un distaccamento, come a lasciar immaginare una rete di complici dietro l'attentato. «Difficile che ci sia la mano di un lupo solitario - rivela - gli elementi che stiamo analizzando vanno nella direzione di un gruppo di miliziani». Ed è proprio in questa ottica che si colloca il blitz in un'abitazione a Sunbury on Thames, località sulle rive del Tamigi, nei pressi dell'aeroporto di Heathrow. La polizia ha recintato la zona ed effettuato perquisizioni.

Ieri mattina la metropolitana di Parsons Green ha riaperto, mentre per un'ora è stata chiusa la stazione successiva, quella di Fulham Broadway, per via di un allarme bomba, rientrato, in un vicino centro commerciale. Gli inquirenti inoltre rafforzeranno i controlli in vista del derby di Londra tra Chelsea e Arsenal. Si gioca oggi alle 14.30 a Stamford Bridge, stadio che non dista molto dalla zona dell'attentato di venerdì.