L'Osservatorio di Mannheimer

Il 53% è molto preoccupato per gli attentati, «soltanto» il 44% teme per le proprie finanze

L a sfida del terrorismo è ormai dovunque. E il susseguirsi degli attacchi di estremisti spaventa sempre più le popolazioni, ottenendo proprio ciò che gli attentatori desiderano: il propagarsi della paura. Che è amplificata dall'impiego dei kamikaze, persone disposte a immolarsi esse stesse, al solo fine di seminare il terrore e la morte. E verso le quali le difese assunte sin qui nelle varie nazioni colpite si sono rivelate nella gran parte dei casi inefficaci, ciò che contribuisce a diffondere ulteriormente lo sgomento.Tutto ciò riguarda direttamente anche il nostro Paese. È vero che, per una serie di motivi, l'Italia è stata sino ad oggi risparmiata da attacchi su larga scala, ma è vero al tempo stesso che, come hanno ancora di recente sottolineato i responsabili della sicurezza, la minaccia esiste ed è assai grave e seria. La conseguenza è che la sfida del terrorismo spaventa sempre più gli italiani. E costituisce oggi, per la prima volta, la loro preoccupazione principale. È quanto emerge tra l'altro da un accurato sondaggio effettuato proprio questa settimana dall'istituto Eumetra Monterosa su di un ampio campione rappresentativo della popolazione del nostro Paese con più di 17 anni di età. Al quesito diretto «in che misura direbbe di sentirsi preoccupato per le minacce del terrorismo?», più di metà (53%) degli intervistati risponde «molto» e un altro 38% dichiara di esserlo «abbastanza». Solo il 9% degli italiani non si sente preoccupato per le possibili azioni terroristiche. L'apprensione si rileva trasversalmente in tutte le categorie sociali e demografiche dei cittadini, con una accentuazione di inquietudine tra chi possiede un titolo di studio più elevato e di conseguenza è più informato sugli accadimenti nello scenario internazionale. La preoccupazione si è - comprensibilmente - accresciuta fortemente negli ultimi mesi. Tanto che la maggioranza degli intervistati afferma di avere oggi paura per possibili attacchi terroristici assai più di quanto non accadesse loro solo qualche mese fa.Per la verità, questi dati non stupiscono. Chi può non essere preoccupato dopo quanto è accaduto così vicino a noi, a Parigi, a Bruxelles e in molti altri luoghi anche se più distanti dal nostro Paese? Ciò che è veramente significativo è che, diversamente da quanto si evidenziava in passato, il timore per altri episodi di terrorismo appare oggi, a causa di quanto è accaduto negli ultimi mesi, perfino più intenso di quello rilevato per i destini della situazione economica del Paese e della propria famiglia. Oggi la ricerca condotta da Eumetra Monterosa mostra come, a fronte del 53% di «molto preoccupati» per il terrorismo, si rilevi «solo» il 44% che manifesta «molta preoccupazione» per le sorti economiche del Paese (la esprimono in particolare i maschi, le persone meno giovani e con titoli di studio meno elevati, gli operai e, dal punto di vista della collocazione politica, gli elettori per Forza Italia e, in misura ancora maggiore, quelli per la Lega Nord). E come siano ancora meno, il 23%, quelli che dichiarano di essere «molto preoccupati» per la situazione economica personale e della propria famiglia (con una accentuazione, in questo caso, tra i più giovani). Ciò non deve sorprendere. Come si è già avuto modo di sottolineare proprio su queste colonne, infatti, la nostra tendenza è di pensare che, malgrado le difficoltà della situazione economica italiana, ce la possiamo comunque cavare a livello individuale. L'individualismo è uno dei tratti caratterizzanti la popolazione dell'Italia.Ma torniamo al terrorismo. L'importanza (e la paura) attribuite a questa minaccia portano anche a delle richieste stringenti e all'indicazione di priorità precise all'azione di governo. Anche in questo caso, fino a poco tempo fa, gli interventi maggiormente sollecitati all'esecutivo erano di carattere economico. Rispondendo a un sondaggio effettuato esattamente un anno fa (marzo 2015), che richiedeva quali fossero i temi più importanti che il governo doveva affrontare in quel momento, gli intervistati domandavano soprattutto all'esecutivo di agire sul fronte dello sviluppo economico e su quello delle politiche sociali (specie per ciò che riguardava le pensioni): la lotta al terrorismo si trovava tra le ultime priorità indicate. Oggi il quadro è significativamente mutato. Fronteggiare il terrorismo è divenuto il tema più richiesto in assoluto dagli italiani al nostro governo: tanto che l'indicazione di questa emergenza (espressa come priorità dal 21% del campione) appare (seppur di poco) più frequente della tradizionale richiesta di intervento sui temi economici e sociali. Nell'insieme appare uno scenario molto inquietante: la minaccia terroristica ci spaventa tutti in misura e con intensità sempre crescenti. Essa è diventata la preoccupazione maggiore per gli italiani. E purtroppo tutto fa pensare che lo resterà per diverso tempo ancora.