L'ossessione della sinistra per il letto del Cavaliere

diN otizia sensazionale, degna di essere raccontata in un articolone su un quotidiano di norma impegnato a svelarci gli aspetti reconditi della realtà patria: Il Fatto Quotidiano . Il pezzo è di Fabrizio d'Esposito, firma di punta, del quale non sono abilitato a dire male, avendolo assunto a Libero su segnalazione professionale di mio figlio Mattia. Stavolta costui si è superato. Ha scritto per la centesima volta in un anno che Silvio Berlusconi e Francesca Pascale sono in procinto di separarsi. Talmente in procinto che i due sono ancora insieme, fidanzatissimi.

Oddio, non mi scandalizzo che un giornalista scriva spesso lo stesso articolo. Ciò in fondo, molto in fondo, è una dimostrazione di coerenza. Stupisce però che tale pezzo annunci come imminente un evento che dopo mesi e mesi non si è ancora verificato. Non è venuto a d'Esposito il sospetto di essere un propagatore seriale della medesima bufala? Non si è ancora stancato di urlare «al lupo!» senza averlo mai visto? Egli dice che la fonte cui attinge informazioni scorrette sia l'ambiente in cui vivono i due morosi, ossia Arcore. È giusto proteggere le fonti, in linea di principio. Ma è sbagliatissimo proteggerle se sono inquinate, come nel presente caso. E non siamo noi ad affermarlo, bensì la cronaca che non ha mai segnalato una rottura fra la piccioncina e il piccioncione.

Sottovoce esprimo al collega un concetto caro al senatore Razzi (nell'imitazione di Crozza): amico caro, fatti li cazzi tua. A chi vuoi che importi se a Napoli e in Puglia o altrove Silvio e Francesca vanno in albergo e dormono in camere separate? Saranno padroni o no di scegliersi il giaciglio preferito per trascorrere la notte? Fabrizio, forse tu non lo sai, ma anch'io e altri milioni di italiani, magari con un reddito inferiore a quello del Cavaliere, dormiamo civilmente in stanze diverse per una questione di rispetto verso se stessi e verso la moglie o compagna o avventizia che sia. Personalmente, dato che me lo posso concedere (in tutta modestia), ho adottato un sistema ancor più drastico allo scopo di non disturbare la mia consorte: oltre alla camera, ho separato anche i piani. Ad essere sincero ho separato addirittura la città: io vivo a Milano e la mia metà a Bergamo. Ci incontriamo un paio di giorni la settimana e andiamo d'accordissimo. La distanza è il cemento dell'amore.

Suvvia, non ti scandalizzare, ragazzo, se la bella Francesca e Silvio, almeno la notte, si fanno gli affari propri. Ti disturba? Perché pensi che ciò sia un sintomo di un prossimo scioglimento dell'unione? Parliamoci chiaro. Anni orsono, l'universo cartaceo riservava ogni dì pagine e pagine agli amorazzi dell'allora premier, narrandone i dettagli e rimproverandolo di avere troppe donne fra i piedi: e giù con i resoconti del bunga bunga e delle performance con le olgettine. La giustificazione era inattaccabile: il presidente è un personaggio pubblico e anche i suoi ludici passatempi bisogna che siano di altrettanto pubblico dominio.

Converrai che oggi la musica è cambiata. È inammissibile stracciarsi le vesti per il motivo contrario a quello remoto, ossia perché egli ha una donna sola, invece che una dozzina (sto basso), e non fa neppure la nanna con lei, ma se ne sta per conto proprio a fare quello che dovresti fare anche tu: li cazzi tua. Mi viene un sospetto: non sarai mica innamorato di Francesca, per cui spingi affinché si separi al fine di pigliare il posto di Silvio? Nell'eventualità, rassegnati. Per ora non c'è niente da fare. Lui e lei, suite a parte, stanno insieme. Sono consapevole di darti una delusione. Fattene una ragione.

Un'ultima annotazione d'altro tipo, ma che riguarda ancora le donne. Ce n'è una nei paraggi di Berlusconi presa di mira dai media. È Maria Rosaria Rossi, senatrice alla quale Forza Italia ha affidato la cassa semivuota o vuota del tutto. Amministra il partito in bolletta ed è riuscita a sistemare i conti. Anziché applaudirla, la insultano, la accusano di aver contribuito alla creazione del cerchio magico o tragico, meglio tragico. Ciò è deplorevole. Con tutto il femminismo che scorre sotto i ponti, siamo ancora qui a sparare addosso alle signore e a insinuare che facciano strada sfruttando il loro corpo. Che noia. Converrebbe dare un'occhiata ai risultati ottenuti dalla senatrice prima di lapidarla. Non si capisce perché se Renzi si contorna di ragazzotte piacenti trattasi di giusto riconoscimento dei loro meriti, mentre se il medesimo fenomeno si registra in zona Berlusconi, guai: tutte mignotte. Già. C'è mignotta e mignotta.