Lui le dà fuoco, lei lo difende La folle pietà per il carnefice

L'ex si è costituito dopo la fuga. La vittima, ricoverata per ustioni gravi, incredibilmente grida: «Non è stato lui»

Valentina Raffa

Messina All'alba di domenica ha bussato alla porta dell'ex fidanzata, le ha versato addosso della benzina e ha appiccato il fuoco con un accendino. Poi si è dato alla fuga per un'intera giornata. Braccato dagli uomini della mobile di Messina, il 25enne Alessio Mantineo si è presentato agli inquirenti nella tarda serata, accompagnato dal suo legale. Ed è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Su disposizione del procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci e del sostituto procuratore Antonella Fradà si trova rinchiuso nella casa circondariale di Gazzi per tentato omicidio, in attesa dell'udienza di convalida da parte gip.

«Non è stato lui». Dal fondo del lettino del reparto di Chirurgia plastica del Policlinico di Messina in cui è costretta a causa delle ustioni riportate sul 13% del corpo, la ragazza, Ylenia Grazia Bonavera, 22 anni, lo difende. E nel pomeriggio ha chiesto agli inquirenti di essere sentita urgentemente. Ylenia non ha mai fatto il nome del suo aggressore. Ma gli investigatori non hanno dubbi sul fatto che sia stato il suo ex a darle fuoco. Il quadro investigativo che hanno delineato, sentendo diversi testimoni e ricostruendo il rapporto travagliato della coppia, non lascia spazio ad alcun dubbio, malgrado lei non abbia mai sporto denuncia. L'ultimo litigio sarebbe avvenuto qualche giorno fa. «Non ti voglio più» gli avrebbe detto la ragazza. È lei, in prima battuta, a dire alla madre, dal lettino d'ospedale, che non si aspettava un epilogo del genere. Ma poi continua a piangere e a difendere il suo ex.

Alessio, di quell'amore negato, non riusciva a farsi una ragione. La relazione burrascosa con Ylenia, durata circa due anni, era terminata da un mese e non riusciva a voltare pagina. Così domenica è andato da lei, in quell'appartamento al terzo piano di un palazzo al quartiere Bordonaro, a Sud della città, dove lei vive da sola. Ha atteso che Ylenia gli aprisse il portone per spintonarla dentro e versarle addosso il liquido infiammabile e appiccare il fuoco. Le fiamme hanno avvolto Ylenia, che ha cercato disperatamente di spegnerle e ha raccolto tutte le forze per chiedere aiuto a una vicina.

I segni dell'aggressione sono evidenti sul suo corpo. «La ragazza è sotto shock, ma le condizioni di salute sono buone. Ha ustioni di primo e secondo grado. Le ferite sono al fianco, alla caviglia e alla mano destra e alla coscia sinistra ha detto Francesco Stagno d'Alcontres, primario di Chirurgia plastica del Policlinico di Messina - La prognosi è riservata a scopo cautelativo per 48 ore, ma la ragazza è cosciente e non è in pericolo di vita».

Gli inquirenti hanno sentito diverse persone. Ed emerge il profilo di un giovane che si era rivelato «geloso e possessivo». Lo descrive così la mamma di Ylenia ai microfoni di SkyTg24, sottolineando come nessuno, men che meno Ylenia, potesse ipotizzare tanta violenza. «Puoi litigare, dare uno schiaffo, che comunque non va bene, però arrivare a questo punto no ha detto - I primi tempi erano felici. Mia figlia mi ha detto: Ho conosciuto un bravo ragazzo, voglio fartelo conoscere. In un primo momento anche a me sembrava bravo, invece poi si è rivelato molto geloso e possessivo. Vedevo Ylenia spesso piangere, le dicevo che non andava bene un ragazzo che la trattasse così. Litigavano per qualsiasi cosa». Ylenia ne era consapevole. «Però gli voglio bene» concludeva. E continua a difenderlo anche adesso, malgrado lui abbia tentato di ucciderla.