Luigi cameriere in nero in una pizzeria

Lavorò senza contratto dall'estate 2011 a quella 2012. L'anno dopo fu eletto

Mariglianella (Napoli) - Muratore, webmaster, steward. Ma anche cameriere in una pizzeria nel comune di Pomigliano d'Arco. L'ultima performance lavorativa del vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio è stata svelata in un articolo de Il Fatto Quotidiano. Aggiungendo un dettaglio imbarazzante: Di Maio quando faceva il cameriere non era regolarmente inquadrato. Non aveva alcun contratto di lavoro.

Dall'estate del 2011 a quella del 2012, per un anno, il futuro vicepremier del governo Conte e leader del M5S avrebbe servito pizze e bibite ai tavoli del ristorante «La Dalila» senza regolare contratto. Insomma, un anno prima di sbarcare in Parlamento, sarebbe stato un lavoratore abusivo. Ma Di Maio avrebbe anche curato sito e pagina Facebook della pizzeria. Faceva le foto alle pizze e le postava sui social spiega la titolare del ristorantino che si trova nel Comune di Pomigliano. Che però nel tentativo di rievocare un legame antico con il futuro vicepremier rischia di trascinarlo in un altro polverone: il futuro ministro del Lavoro avrebbe lavorato senza un contratto. Ed infatti il Pd non perde l'occasione per attaccare l'avversario politico: «È vero che Di Maio, un anno prima di diventare vicepresidente della Camera, lavorava in nero per una pizzeria a Pomigliano d'Arco? Il ministro del Lavoro solo una settimana fa alle Iene ha dichiarato che chi sostiene il lavoro nero è un disonesto: vuole, allora, chiarire in maniera trasparente quale è il suo vero rapporto con l'onestà e la legalità?», scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Ubaldo Pagano. Mentre il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci, chiede al ministro del Lavoro di riferire in Aula: «Cambia versione ogni giorno, ogni ora. È confuso, contraddittorio, smemorato. Purtroppo Luigi Di Maio è il ministro del Lavoro e non si può permettere tutte le ambiguità che stanno venendo fuori sul suo conto e sul conto dell'impresa familiare (di cui è socio al 50%) riguardo proprio al tema del lavoro nero». Si schiera dalla parte del vicepremier la figlia della titolare della pizzeria: «Con tutto quello che di buono sta facendo come ministro del Lavoro, voi vi attaccate a una cosa minima! Da una cosa minima state facendo una cosa esagerata» ha commentato nel corso della puntata di W l'Italia - Oggi e domani andata in onda ieri sera.

La storia della pizzeria di Pomigliano solleva ancora sospetti sul passato di Di Maio. Perché non ha mai menzionato l'esperienza lavorativa? Temeva di svelare un dettaglio che l'avrebbe messo in difficoltà. Nella giornata di mercoledì, Di Maio aveva pubblicato sul blog delle stelle contratto e buste paghe degli anni in cui ha lavorato come muratore nella ditta di famiglia. Documenti che smentiscono le parole del capo politico dei Cinque stelle che nel corso di una convention aveva parlato di lavori estivi. Mentre le buste paghe risalgono ai mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio. Troppe incongruenze sui cui le forze di opposizione spingono. Chiedendo chiarezza. A cominciare dalla storia dei quattro lavoratori abusivi nella ditta edile del padre.