L'ultima grana di Grillo: le mail spiate dei deputati

Il Foglio svela il giallo della corrispondenza dei parlamentari M5S controllata da Casaleggio. Il leader smentisce: nessun accesso abusivo, solo fango preelettorale

Una spy story inguaia ancora il Movimento 5 Stelle, disegnando la Casaleggio Associati come una sorta di Grande Fratello, con gli occhi e le orecchie puntate sui parlamentari pentastellati, sui loro file, sulle loro email.Non è una novità assoluta, visto che - a parte la violazione degli account di posta di inizio legislatura (rivendicata da un gruppo di hacker che si dicevano «vicini al Pd») - anche a ottobre del 2014 i parlamentari denunciarono un presunto hackeraggio dei server del Movimento, tra email sparite e accessi inibiti, sollevando dubbi sulla «eterogestione» dei server. Incassando la piccata replica proprio della Casaleggio Associati, che dopo aver precisato di non aver «mai avuto accesso né gestito i server di posta in oggetto», annunciò «formale denuncia contro ignoti al fine di accertare i fatti di natura diffamatoria e lesiva nei confronti della società stessa». L'ultima denuncia arriva dal Foglio, e l'imbeccata scatena i renziani, lesti a rilanciarla chiedendo chiarezza e annunciando, per bocca del senatore dem Stefano Esposito, un'interrogazione a Matteo Renzi e ad Angelino Alfano, anticipata da una richiesta alle presidenze delle due camere di avviare un'indagine interna. Su un fatto che, ha commentato la presidente della Camera Laura Boldrini, se fosse confermato sarebbe «rilevante e grave».La storia raccontata dal quotidiano diretto da Claudio Cerasa riguarda in particolare il sito web parlamentari5stelle.it, creato nel 2013 indipendentemente dagli eletti, secondo il Foglio anche con lo scopo «non esplicito» di nascondersi dalla Casaleggio, per gestire dati dei parlamentari, calendari e caselle email. Il problema nasce nell'autunno 2014, quando gli eletti pentastellati affidano alla società di consulenza informatica Wr Network una verifica della sicurezza del sito. Ma la Casaleggio Associati ci avrebbe messo lo zampino, invitando l'allora capogruppo del Movimento alla Camera (Paola Carinelli) a fornire alla Wr la password di quel sistema carico di dati sensibili.La conseguenza è che il sistema comincia a non funzionare più in seguito all'intervento «tecnico» che di fatto lo smantella, e alle lamentele dei parlamentari replica non la Wr, ma la Casaleggio Associati, decretando il de profundis del vecchio sito. E soprattutto, sottolinea il Foglio, snocciolando nell'email firmata «staff di Beppe Grillo» dati e statistiche sull'utilizzo del server da parte dei deputati grillini, che proverebbero come la società fosse in possesso di dati di quel server. Così sia il quotidiano di Cerasa che gli scatenati Dem renziani sono partiti in quarta, (mentre Grillo ha smentito - «Casaleggio Associati non ha mai avuto accesso al server in questione come già dichiarato» - riducendo tutto a «fango pre-elettorale»), sollevando il sospetto di un Casaleggio-Casaleggo nelle vesti di Grande Fratello che tutto controlla nei server grillini, e chissà se solo in quelli. Un dubbio, l'ultimo, confidato ancora da Esposito all'Huffington: «Chi ci dice che la Casaleggio non abbia violato la privacy anche di altri parlamentari non M5S?».

Commenti

killkoms

Dom, 06/03/2016 - 15:59

il nuovo che avanza?una massa di burattini..!

Kosimo

Lun, 07/03/2016 - 07:59

è pazzesco, tutti concentrati sulle email spiate da Grillo e Casaleggio mentre gli americani spiano indistintamente tutti i leaders politici e le industrie tecnologiche europee a loro saputa, Berlusconi e Renzi compreso, e nessuno ha niente da ridire