L'ultima maledizione Precipita l'elicottero dei soccorsi: 6 vittime

Avevano caricato uno sciatore ferito. Due del gruppo avevano salvato vite a Rigopiano

Tiziana Paolocci

Quando il destino si accanisce, non c'è nulla da fare. In un Abruzzo già piegato dal terremoto e dal maltempo, che non ha finito di piangere i suoi figli sepolti dalla valanga all'hotel Rigopiano, ieri mattina un elicottero del 118 si è schiantato a Campo Felice, nell'Aquilano. Sei le vittime.

È l'ennesima tragedia nella tragedia. Il velivolo Aw 139 si era alzato dal Centro operativo comunale di Penne, lo stesso quartier generale da dove si muovono i soccorsi per Farindola, con a bordo Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 dell'Aquila, Davide De Carolis, tecnico dell'elisoccorso del soccorso alpino, Giuseppe Serpetti, infermiere, Mario Matrella, 42 anni, verricellista e il pilota Gianmarco Zavoli, 46 anni. L'equipaggio era stato chiamato per soccorrere sulle piste Ettore Palanca, 50 anni, sposato e maitre dell'Hotel Cavalieri Hilton di Roma, che sciando si era infortunato riportando «fratture importanti agli arti». Ma all'ospedale dell'Aquila, dove era diretto, l'elicottero non è mai arrivato. «Lo schianto è avvenuto una manciata di minuti dopo il decollo - ha detto Andrea Lallini, gestore degli impianti di Campo Felice -. L'elicottero era atterrato, senza spegnere le pale, ha caricato il ferito ed è decollato di nuovo. Poi la tragedia».

Alle 12.15 è caduto a 600 metri di quota, in una zona fortemente innevata e montuosa, e si è schiantato in un canalone, nei pressi del rifugio alpino Amantino. Volava in con nuvole basse e molta nebbia e dalle prime informazioni, avrebbe lanciato il segnale di crash mentre si trovava in località Casamaina, nel comune di Lucoli, a un chilometro da dove era stato fatto salire lo sciatore. A causare l'incidente forse la nebbia, il vento e le condizioni meteo proibitive. Ma i Carabinieri del comando provinciale dell'Aquila, che stanno svolgendo gli accertamenti, non escludono che l'Aw 139 possa aver subito un guasto meccanico o essersi scontrato con un cavo sospeso. Un maestro di sci ha raccontato di aver sentito un boato e i Carabinieri Forestali confermano che l'impatto è stato terribile, perché in quota la pendenza è vicina al 100 per cento e il suolo inclinato di 45 gradi. Proprio per questo gli uomini del soccorso alpino, i vigili del fuoco e i carabinieri, hanno dovuto raggiungere a piedi l'ultimo tratto per arrivare alle salme. «Saputo della perdita di contatto radio, siamo partiti in 9, ma non c'erano indicazioni sul luogo dell'impatto», ha sottolineato il comandante del soccorso alpino dell'Aquila Paolo Moro Passalacqua. La squadra si è trovata davanti una scena «terrificante», con la coda dell'elicottero e la fusoliera disintegrate. Anche i gatti delle nevi sono rimasti bloccati a pochi metri dai rottami e le sei vittime sono state portate via con le slitte. Si trovano ora all'obitorio dell'Aquila.

L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha aperto un'inchiesta e pm Simonetta Ciccarelli ha chiesto di acquisire quante più possibile immagini del relitto e del luogo dell'incidente. Cordoglio è stato espresso dalle più alte cariche dello Stato. Ma ci sono lacrime che rigano gli occhi ancora più forte: Bucci e De Carolis avevano partecipato alle ricerche all'hotel Rigopiano, salvando alcune vite. Quelle macerie se l'erano lasciati alle spalle solo due giorni fa.